Future Cup a Bangkok
L’Italia si salva grazie all’oro di Sara Scorrano e al bronzo della Zamana. Poco fortunati i maschi, senza medaglie. Dominio previsto di Uzbekistan, Kazakistan e USA. I Giochi Giovanili mondiali in Senegal.
La storia dello Strandja (Bulgaria), il primo torneo assoluto, nato nel 1950, giunto alla 77° edizione.
L’Italia lo ha vinto solo tre volte con Russo (2006), Maietta (2020) e la Alberti (2017). I 110 anni della FPI, la festa de “noantri”.
La Shields dopo aver dominato Dezurn punta alla Green.
Tra Lorusso e De Rosa europeo supergallo. Grandelli a Manchester e l’inglese Davis per l’europeo piuma. Crescono i figli d’arte di Vargas e Crawford.
Al Principe vincono bene Priolo, Al Assi, Tibiletti, Mesrar e Muscara
Sorrentino opaca. Le strane decisioni della FPI. Lorusso il 28 marzo a Seregno, in attesa dell’europeo.
Venerdì al Principe di Milano, parata di pugni all’insegna dei campioni del futuro
Venerdì torna la boxe al Principe di Milano, con una maratona di pugni all’insegna dei giovani che rappresentano il futuro della nostra boxe. Organizza Simone Verdicchio, romano di nascita, milanese di residenza, lunga esperienza nel suo gym Danger Boxe a Milano, in qualità di maestro.
Domenica a Detroit torna Claressa Shields, star del ring con un patrimonio miliardario.
La sua storia inizia nel 2010 a 15 anni. Passa pro nel 2016, un record dilettantistico di 64 vittorie e una sola sconfitta. Imbattuta da pro (17), regina in quattro categorie.
Francesco Damiani a tutto campo (seconda parte)
Damiani, dopo i Giochi di Los Angeles 1984, rifiuta seicentomila dollari di Lou Duva. Sceglie Branchini per meno della metà. Il cammino da pro: europeo e mondiale. La rivincita su Tyrell Biggs da pro. La mancata sfida con Tyson. Chiude con un record di 30 vittorie e due sole sconfitte. Tre edizioni dei Giochi (2008, 2012 e 2016) alla guida della nazionale.
Francesco Damiani a tutto campo (prima parte)
Dalla scuola dove eccelleva in matematica, ma snobbava le altre materie. Ballo e dolce compagnia, oltre a ottimo appetito, le prime scelte. Portato di forza in palestra dal fratello Marco, divenne campione suo malgrado. Capace di battere Stevenson. Defraudato dell’oro mondiale a Monaco di Baviera nel 1982 e della vittoria ai Giochi di Los Angeles 1984.
Dopo i Giochi 1936, la FPI lo ingaggia in preparazione a Tokyo 1940, annullati per la guerra.
L’odissea di Steve Klaus nel periodo bellico. Rifugiato in Vaticano, si traveste da prete. Nel 1967 entra nella SIS e guida Loi, Mazzinghi, D’Agata, Bozzano, Bossi, Garbelli, Visentin e Lopopolo. Dove allestisce sfide impossibili come Loi-Ortiz. L’AIBA lo nomina consulente. L’addio nel 1992 a 89 anni.
L’incredibile storia di Steve Klaus, il maestro dei maestri
La mafia lo voleva morto. Negli USA insegnò a tanti campioni. Dal 1937 al 1956 guida l’Italia, conquistando ori olimpici. Dopo Melbourne 1956, passa polemicamente il ruolo a Rea.