Il Murrayfield Stadium non è il Flaminio. L'Italia non è la stessa vista una settimana fa contro la Francia e con la Scozia è notte fonda. Gli azzurri di Nick Mallett, dopo avere chiuso in vantaggio il primo tempo, crollano nella seconda frazione e si arrendono agli Highlanders: finisce 21-8 per i padroni di casa che, in un colpo solo, conquistano la loro prima vittoria in questa edizione del Sei Nazioni e scavalcano gli azzurri in classifica relegandoli all'ultimo posto. Stavolta il meraviglioso impianto di Edimburgo non porta fortuna alla nostra Nazionale, così come era successo nel 2007 quando proprio qui l'Italia conquistò il suo primo (e finora unico) successo esterno al Sei Nazioni. Parisse e compagni sono irriconoscibili rispetto a quanto visto una settimana fa contro i transalpini.
Eppure la prima frazione lascia ben sperare. E' dell'Italia l'unica meta, firmata dallo splendido Andrea Masi che al 32' è costretto a lasciare il campo per infortunio (al suo posto McLean). La Scozia si affida ai piazzati di Paterson e prima del riposo ha la possibilità di prendere il largo con Lamont, che vola verso una meta sicura prima di essere fermato da un prodigioso recupero di Ghirardini.
Gli azzurri chiudono la prima frazione sull'8-6 ma nella ripresa, complice forse anche un po' di stanchezza, crollano. La Scozia va in meta due volte nel primo quarto d'ora: prima è De Luca a sorprendere Burton, poi ci pensa Walker a bucare la retroguardia azzurra bruciando Zanni ed eludendo il recupero di Semenzato. Paterson è implacabile al calcio e per l'Italia diventa durissima anche solo abbozzare un recupero. La Scozia vola sul 21-8, gli azzurri continuano a sprecare troppe rimesse (un triste leit motiv di questo Sei Nazioni) e non basta uno scatto d'orgoglio di McLean nei minuti finali: la sua fuga verso la meta viene bloccata sul più bello. Finisce così, con la delusione dell'Italia e con un ultimo posto che brucia. Da questa squadra era lecito attendersi qualcosa di più.
Simone Pace