Maxi Lopez. Foto www.imagephotoagency.it
Ne ho viste tante, ma questa mi mancava. Maxi Lopez prigioniero per quasi cinque giorni in un albergo di Milano. Sbarcato lunedì mattina nella speranza di diventare subito rossonero, e con la certezza di aver detto addio al Catania, forse non sapeva che sarebbe finito sulle montagne russe. Una novità al minuto: depositano, aspettano, lo parcheggiano, forse lo scaricano.... No, non possono scaricarlo: Galliani ha preso un impegno con Lo Monaco. E gli impegni si mantengono, soprattutto se ti chiami Milan e hai un'immagine da difendere.
Alla fine è arrivato l'epilogo più scontato, hanno depositato. E tutti vissero, vivranno, felici e contenti (speriamo). Galliani è stato ai patti, anche perché il Catania non avrebbe accettato altre interpretazioni. E se le cose non fossero andate in un certo modo, sarebbe stato il club siciliano a depositare lunedì. Con i documenti firmati non si scherza. E il Milan non ha scherzato.
Ma difficilmente assisteremo a un'altra storia del genere. Maxi prigioniero di un albergo. Maxi che si allena in palestra. Maxi che gli chiedono di parlare da rossonero e non può. Maxi che va nei covi frequentati solitamente da Galliani sforzandosi di essere un intruso. Maxi che sorride, almeno ci prova, ma sotto sotto teme che possano tirargli un brutto scherzo. Maxi che qualche giorno prima aveva detto no a un bellissimo contratto propostogli dal Fulham perché poi la moglie ci spiega che "quando l'ho conosciuto a Barcellona il suo sogno era quello di andare al Milan". E se i sogni aiutano a vivere meglio, diventa molto più importante realizzarli. Altrimenti che senso avrebbe?
Non discuto Maxi Lopez: buon attaccante, molto tecnico, bel prospetto. Gioca per la squadra, ma segna poco. Si sbatte, ha numeri, ma non sarebbe giusto fare confronti con Tevez. La mia sintesi: Maxi buona berlina, Carlitos bolide extralusso. Sinceramente siamo su due pianeti diversi. E dopo aver vissuto la storia quasi surreale dell'argentino prigioniero di un albergo prima che depositassero il contratto, ora aspetto un segnale di Galliani entro martedì. E' vero, come dice l'amministratore delegato, che ci saranno quattro mesi di mercato estivo per ripensare a Carlitos. Ma ci sono soprattutto tre giorni per ridare totale credibilità al Milan: su Tevez e per Tevez ci ha messo troppo la faccia.
Alfredo PedullÃ
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