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Tokyo
Città scrigno vista con gli occhi di due giapponesi particolari. Che ne scoprono le mille contraddizioni, lasciando stupefatto il lettore. – Emily Itami – Tokyo - edicicloeditore – Pag. 176 – Euro 5.00.
di Giuliano Orlando
Scoprire la capitale del Giappone attraverso la conversazione tra Anna e Tsubasa, i protagonisti principali di questo viaggio, percorso attraverso le e-mail è una novità. Pur ritenendomi un accanito lettore, in particolare di argomenti sportivi, libri gialli e di viaggi, che da anni recensisco, con questo metodo è una novità anche per il sottoscritto. Tutto inizia quando Tsubasa Ikemoto ritrova o almeno pensa di aver rivisto la sua amica d’infanzia Anna Haseda, sulla scala mobile verso l’uscita della stazione Roppongi, attigua all’aeroporto di Tokyo. Per risolvere il dubbio invia un’informativa ad Anna Haseda, che risponde interessata e divertita. A distanza di vent’anni ritrovarsi sia pure attraverso messaggi è quasi insolito. La risposta di Anna è brillante e spiritosa, confermando il carattere estroverso di lei, a differenza di Tsubasa, più riservato. I due mantengono questo rapporto a lungo e in questa botta e riposta il lettore conosce la più ampia città del mondo, come spiega nelle pagine conclusive. Tokyo ospita nel suo immenso spazio qualcosa come oltre 37 milioni di abitanti, il doppio di New York (quasi 19 milioni), Londra 9.3 milioni, Berlino 3 milioni e mezzo. Roma resta sotto i tre milioni. Altre informazioni: a Tokyo vivono pochi stranieri, solo il 3,90% dei residenti, Bruxelles guida questo primato con un incredibile 46%, Seguono New York e Londra col 37%, mentre Roma ne accoglie il 13%. I giapponesi sono anche i più longevi, superando la media degli 85 anni, seguiti dall’Europa che oscilla tra gli 81-82 anni. Cina e USA condividono la situazione che sfiora le 80 primavere. L’india a quota 75. Fanalino di coda la Repubblica democratica del Congo (60 anni). Dieci anni meno della media mondiale. Altro dato interessante riguarda gli anni di lavoro dopo i 65 anni, guidata dalla Corea del Sud col 36%, il Giappone 25%, USA 18 %, Italia 11%, davanti alla Germania 8%. Ultima curiosità, riguarda il consumo di pesce. Islanda 90,59%; Portogallo 60%, Corea del Sud 55.27%, Giappone 46.2%, quindi l’Italia col 31,21%, gli USA 22.80% e il Regno Unito 17.91%. In coda il Pakistan con l’1.63%. Arricchito da queste informazioni, il lettore torna ai due giapponesi dialoganti, che tra Londra e Tokyo illustrano stati d’animo che permettono di entrare nel cuore della più popolosa città del mondo. Iniziando dal breve ritorno nella terra d’origine dove cerca di scoprire se e cosa è rimasto della sua infanzia. Il modo di vivere si diversifica dal quello europeo e i simbolismi rappresentano una filosofia di vita. Come la frase. "Mi prepareresti la zuppa di miso per tutta la vita? Il modo tradizionale di fare una proposta di matrimonio. Regalare è un’arte, acquistare alle cinque del mattino è del tutto normale. In una città, cresciuta verticalmente, esistono pure norme che vietano di costruire oltre il secondo piano. Resistono i negozietti nei vicoli, compreso quello del venditore di tofu (alimento di origine vegetale, piatto millenario giapponese, ottenuto dalla cagliatura del latte di soia, pilatro della dieta vegetariana), gestito dalla figlia che ha cercato inutilmente di convincere il padre ad usare una cassa moderna. Tanto più che usando il pallottoriere, fa i conti più velocemente del registratore. Arrivare al lavoro molto prima dell’orario d’inizio è una patologia. L’abilità di dormire in piedi lungo il viaggio fa parte delle buone abitudini. Anche la sbronza col proprio capo è parte integrante per mantenere ottimi rapporti. La corrispondenza tra i due prosegue e aumentano i baci di lei verso Tsubasa. Guai soffiarsi il naso in pubblico. Equivalente a fare la pipì davanti alla gente. Tutto funziona alla perfezione, infatti la gente muore spesso per lo stress. Ogni quartiere ha la sua storia e le sue tradizioni. Quello di Ueno in apparenza è piacevole e accogliente. Parco infinito, la via delle bancarelle offre tutto e di più, dal pesce ai pantaloni ispirati alle anime. Ma Ueno è anche infestato dagli spiriti. Lascito del periodo Edo, dove oltre alle calamità naturali, abbondavano le rivolte dei samurai, suicidi rituali e delitti d’onore, facendo schizzare alle stelle i decessi. Tutto questo viene rivissuto dalle guide che portano i turisti in un percorso da paura. Poi esplodono i ciliegi e Tokyo sembra un immenso giardino fiorito. Il ruolo dei bastoncini, quello dell’Imperatore apparso su Instragram, Altro primato della capitale: più ristoranti stellati. La lingua giapponese ha tre sistemi di scrittura, uno più complicato dell’altro. Oltre quarantamila kanji, quello più usato. L’insegnante della scuola che frequenta Anna, le tranquillizza. Basta impararne il minimo, ovvero 2136 simboli oltre a due alfabeti completi. I musei sono innumerevoli, trovi anche quello dedicato alla cacca. Perdi i soldi per strada? Ogni anno in Giappone vengono riconsegnati tre miliardi di yen. L’ultima e-mail è un inno all’amore, delicato come un sussurro. Inviato da Ikemoto ad Anna. In chiusura cinque itinerari per conoscere Tokyo, a completamento di un libro decisamente particolare. Quasi regalato, visto che per l’acquisto bastano cinque euro. Tre caffè a buon prezzo.
Giuliano Orlando