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A Cologno Monzese un Lorusso formato mondiale da dieci e lode, doma Santiago.
Binda super verso il tricolore superleggeri. I risultati della riunione. I nuovi programmi di Verdicchio.
di Giuliano Orlando
COLOGNO MONZESE. Verso la fine della sfida tra Lorusso e Santiago, una voce femminile dagli spalti ha urlato: “Auretta ti guarda dal cielo”, ricordando quanto amore ha dato al figlio e quanto sia stata importante per Alessio Lorusso la sua presenza. Purtroppo, esattamente il 21 giugno di un anno fa, saliva in cielo e sicuramente da una nuvoletta ha seguito l’impresa del suo Alessio, come lo aveva ricordato nell’intervista di presentazione, confermandomi che avrebbe dedicato a lei l’eventuale vittoria. Arrivata alla grande, contro il messicano Alex Santiago (36-6-5), coetaneo di Alessio, pro dal 2012 a soli 16 anni, carriera culminata con la conquista del mondiale WBC gallo, a Las Vegas nel 2023, battendo uno dei miti della boxe, il filippino Nonito Donaire. L’abilità di Simone Verdicchio, che ha allestito una delle più belle serate della stagione, al Palasport di Cologno Monzese, portando Santiago in Italia, è stata ripagata dalla prova superlativa di un Lorusso, extra lusso: motivato e determinato, preparato alla grande, sicuramente migliorato sul piano tattico, sotto la guida tecnica di Davide Greguoldo, ovvero lo scopritore di Etinosa Oliha, prossimo al mondiale medi. Santiago non era una tigre di carta, semmai il contrario, le sue folate offensive erano impressionanti e facevano capire perché aveva vinto otre il 50% dei 30 incontri per KO. La modesta statura ne hanno fatto un fighters, votato alla corta distanza.
A Cologno Monzese ha cercato in tutti i modi imporre la sua legge. Ci ha provato usando anche la testa e qualche colpo sotto la cintura, che l’arbitro ha lasciato correre. Per sette round la situazione è rimasta in equilibrio, io avevo un punto per Lorusso. La svolta all’ottava ripresa, quando un perfetto sinistro alla tempia dell’italiano, costringeva Santiago al tappeto. Ovvero, il contrista ha punito l’attaccante. Lorusso galvanizzato dall’impresa diventava il protagonista, costringendo il messicano a una serrata difesa. Da quel momento, Lorusso dirigeva lo spartito del match, anche se Santiago, tentava caparbiamente di capovolgere la situazione. Niente da fare, dimostrando grande lucidità e una condizione perfetta, anticipava sistematicamente il messicano, correndo qualche rischio solo per eccesso di fiducia. Il verdetto unanime (96-93, 95-94 e 98-91) non poteva che premiare il talentuoso mancino di casa nostra, giunto nell’occasione al rendimento ottimale. La vittoria di Lorusso apre la porta al mondiale, con buone possibilità di allestire la sfida in Italia. Come spiega Verdicchio: “Vista la prova superlativa di Alessio, faremo il possibile per portare il campione a Milano. Ho bloccato la data del 17 aprile 2027 all’Allianz di Milano, sperando si realizzi l’evento. Torneremo ad organizzare il 10 ottobre a Bergamo, per dare l’opportunità ai miei ragazzi di svolgere attività continua. A Cologno Monzese il pubblico ha risposto bene, con oltre mille presenze. Purtroppo i costi di una riunione ambiziosa sono altissimi. Spero nella prossima occasione di poter contare su qualche sponsor importante”.
Vediamo di conoscere l’attuale campione dei supergallo IBO. Si chiama Elton Dharry (31-6-1) nato nella Guyana, residente a New York dal 2000, mai cambiando nazionalità. Ha compiuto 40 anni lo scorso dicembre. Pro dal 2004, dopo aver fallito la qualificazione per i Giochi di Atene. Nel 2019 ha disputato la sfida per l’interim mosca WBA, perdendo a Melbourne contro il locale Andrew Moloney. Rientra nel 2021 disputando un solo match, idem nel 2022 e nel 2023. Nel 2024 combatte due volte, una nel 2025. Lo scorso aprile a Georgetwon la capitale dove è nato, fa tutto da solo: organizzato e combattuto, superando il giovane tanzaniano Salmin Kassim (11-1), 23 anni alla prima trasferta, dominato dal più esperto avversario che conquistava il vacante mondiale IBO. Attaccante frontale, non impermeabile in difesa. Ha bisogno di pause, ma è sempre pericoloso. Per un Lorusso al top non è un ostacolo insormontabile.
La seconda sfida di vertice riguardava la semifinale superleggeri tra Alex Bindar e Giovanni Sorato (7-2-1). Il match non ha tradito le attese, confermando il talento di Bindar (9) che ha estro, senso dello spettacolo e una notevole varietà di colpi. Confesso di avere molta ammirazione per questo pugile, convinto possa salire molto in alto. Il match è stato a senso unico, nonostante un problema alla mano destra di Bindar che ha fatto temere il rinvio del match. Contro di lui, poco ha potuto il pur valido campano diretto dalla famiglia dei Di Luisa, che ha confermato tenuta atletica e carattere. Come ha sottolineato lo stesso Bindar: “L’ho colpito diverse volte con colpi forti e precisi, ma non ha mai mollato, trovando l’orgoglio della replica. Un bell’ avversario, corretto e generoso”. Che voto di dai? “Nove per la testa e 7 per la prestazione. Sono sempre rimasto concentrato e mai in difficoltà, mentre avrei potuto dare di più sul piano atletico. Sarà per la prossima volta”. Dopo la vittoria sei scoppiato in un pianto liberatorio, a conferma della tensione per questo primo traguardo. “Non solo io, mamma è addirittura svenuta, per fortuna ha retto bene il resto della famiglia”.
Il campione in carica Giacomo Micheli (11), 23 anni, difende il tricolore sabato prossimo a Roma contro Alessandro Fersula (12-7), 33 anni, pro dal 2018, sulla carta nettamente sfavorito. Organizza Sabbatini-Spagnoli figli di personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della grande boxe. Sembra che dopo questa difesa, Micheli abbandoni la cintura per puntare a traguardi più importanti. A quel punto spuntano molti possibili cosfidanti: Nicolò Amore (9), Armando Casamonica (15-2) Edoardo D’Addazio (13-1) e Fiorenzo Priolo (13-1). Chi preferiresti affrontare? “Senza dubbio Priolo”.
Il superwelter Joseph Negroni (8), 23 anni, mamma nigeriana e papà lombardo, residente a San Donato (Mi), fisico statuario e potenza nel destro, ha incrociato il messicano Domingue Castaneda (9-13-2) coetaneo di Negroni e quasi il triplo dei match disputati. Da alcuni anni risiede a Cordoba in Spagna. Ha combattuto lo scorso anno contro Salvatore Cavallaro jr. al debutto, destando buona impressione. A Cologno ha fatto capire subito che il suo traguardo era di finire ai punti. C’è riuscito a scapito dello spettacolo. Ha pedalato indietro, evitato lo scambio. Legato molto al limite del richiamo che ci sarebbe stato. Difficile per Negroni mettere a frutto l’esplosività, con un rivale che pedalava sempre indietro. A questo punto interviene il suo maestro Verdicchio. “Sono soddisfatto della prova di Joseph, che è stato perfetto col diretto sinistro, deciso e preciso, non ha preso un colpo e quando l’avversario tentava qualche replica, ha risposto con tempismo”.
Se Castaneda ha combattuto per limitare i danni, il comportamento del mediomassimo Robin Zamora (22-53) nato in Nicaragua, 28 anni, pro dal 2015, trasferendosi in Spagna nel 2022, è stato irritante. Avvinghiatosi a Komi Paul Amefian (7) come una piovra, ha legato in tutte le maniere, usando la testa ad ariete. Colpevole l’arbitro che ha lasciato correre tutto a deprimento dello spettacolo.
I due confronti validi per il trofeo Nino Benvenuti non hanno deluso. L’allievo di Gianluca Mulas, alla Segrate Boxe, Soufiane Mesrar (5), 23 anni, marocchino in attesa di ottenere la nazionalità italiana, aveva di fronte Kouadio Gianni Doria Ya (5-1), 25 anni, pro dal 2024, residente a Vicenza, passato con Verdicchio. Ha vinto meritatamente Mesrar che mantiene il ruolino pulito, L’avversario ha sicuramente potenza me è stato troppo discontinuo per sperare nel successo. L’altro match titolato ha messo di fronte i superwelter Mohamed Amine Abdallah (3-1), 23 anni, algerino, pro dal 2025, che si è fatto le ossa nel gym dei Lauri a Varese, per poi giungere a Milano. L’avversario era Fabrizio Tibiletti (4), mancino milanese, che alterna il lavoro al pugilato, allievo di Renato De Donato, buoni trascorsi in maglietta. Sei round sul filo dell’equilibrio. Un giudice ha visto “Momo”, due Tibiletti. La rivincita è d’obbligo. Il mosca milanese Fares Al Assi (3), 24 anni, impegnato sul doppio fronte: università e boxe, ha trovato l’inglese Callum Goodison (0-5) 28 anni, residente a Malta, cinque kg. più pesante di Al Assi. Il gap del peso non ha ostacolato il successo del pugile milanese costringendo l’avversario a ben quattro conteggi. A giusta ragione Il suo mentore Verdicchio, rivendica la sfida tricolore. Il piuma Youssef Al Mourchid (4), 25 anni, mancino, cresciuto a Bolzano, allievo del maestro Nicotera, argento agli assoluti 2023, campione U22, presenze in nazionale. Da alcuni mesi è passato con Verdicchio che lo stima parecchio.
Ha battuto nettamente il lombardo Yuri Zanoli (8-19-1) 26 anni, pro dal 2021, ha combattuto in Svizzera, Germania e in Austria, dove il 3 dicembre 2022 mise KO il locale Sergio Odabal che era imbattuto. Nel 2025 ha ottenuto 5 vittorie. A Londra, il 21 aprile scorso ha affrontato Connor Mitchell (2), campione inglese dilettanti 2024 e 2025, vittorioso ai punti sui 4 round. Nonostante la sconfitta Zanoli ha fatto la sua parte, riscuotendo applausi per la sua generosità. Sbrigativo il superleggero Yosef Monsur (2) nei confronti del dominicano, residente a Milano, Michele Reginato costretto alla resa dopo soli due minuti. In apertura di riunione, sfida al femminile, pesi mosca, tra Matilda Soican (2-0-2), 36 anni, pro dal 2025, romena residente in Lombardia e la fiorentina Antonina Cuti (2-20-1) veterana di 46 anni, capace di far contare l’avversaria nel secondo round e finire in attacco. La vittoria alla Soican è misteriosa, visto l’equilibrio lungo i sei round, tecnicamente modesti. Semmai merita attenzione la Cuti, la cui passione infinita non sempre è ripagata dai risultati: “Combattere fuori casa è un handicap che paghi. Ma non mi lamento. La boxe è la mia terapia per sentirmi appagata. Lavoro in una pelletteria, ho un figlio che fa pugilato con ottimi risultati. Papà siciliano, mamma francese, vivo a Firenze e tutto sommato mi sento realizzata. Con la Saigan ci eravamo già affrontate lo scorso anno a Cernusco e finì in parità. Vorrei precisare che non sono mai stata sconfitta prima del limite. Contro Martina Righi ne 2024 a Firenze venni fermata per ferita. Il fatto che un giornalista mi dedichi la sua attenzione mi rende felice e orgogliosa, oltre a ringraziarlo”.
Giuliano Orlando