Serie B, la presentazione di Cosenza-Benevento

2018-12-14 14:16:00
Pubblicato il 14 dicembre 2018 alle 14:16:00
Categoria: Serie B
Autore: Redazione Datasport

Uno dei match cartello della sedicesima giornata di serie B è sicuramente Cosenza-Benevento: due facce della stessa medaglia. Perché entrambe giungono da una sconfitta, seppur nei modi e nei tempi diversi. I padroni di casa hanno subito il poker in quel di La Spezia mentre i Sanniti un 1-0 contro una diretta concorrente per la promozione, ovvero l’Hellas Verona. In ventidue incontri sono sette – per parte – le vittorie conquistate. Otto volte, invece, è uscito il segno "x" al termine dei novanta minuti. L’ultima gioia rossoblù (2-1 fra le mura amiche del “Marulla”) risale alla stagione 1986/1987 in serie C1. Infatti, quello di sabato, sarà il primo incontro-scontro in cadetteria.

COSENZA – Archiviare in fretta il 4-0 incassato e voltare pagina per continuare la marcia verso una posizione in graduatoria più tranquilla. Il quattordicesimo posto frutto di un fortino casalingo chiamato “San Vito Marulla”, reso (quasi) inespugnabile dal massiccio apporto del pubblico – e non solo – nei confronti dei propri beniamini, ha permesso di conquistare nove punti su quattordici totali. Potevano essere di più, ma il calcio è una scienza inesatta, scorretta... A volte ti regala soddisfazioni, a volte delusioni. Come quella di sabato otto dicembre. Rossoblù stregati dallo stato di grazia degli spezzini. Sono stati troppi gli errori individuali della retroguardia silana, anche da chi ha brillato quando le cose non andavano per il verso giusto. Contro lo Spezia, Perina poteva fare poco o nulla. Le colpe ricadono maggiormente sulla coppia di centrali Dermaku-Idda. Il primo ha causato il rigore trasformato da Ricci, il secondo ha sofferto tantissimo le scorribande dell’ex Okereke &Co. I cali di tensione, dopo aver disputato un terzo di campionato, (da un lato) possono essere ammessi. Soprattutto per una neopromossa come il Cosenza con ambizioni non troppo pretenziose. Anche i centrocampisti sono andati in confusione non sapendo a chi scaricare la sfera data la staticità della manovra offensiva. Visibilmente affaticati i vari Mungo, Garritano e Bruccini. Sono state poche – o imprecise – le verticalizzazioni per il tridente assemblato da Tutino, Maniero e Baez. I quali, a loro volta, non hanno inciso come nella vittoria strabiliante contro il Padova. Eccezion fatta per il bomber ex Novara, squalificato proprio nel match con i biancorossi. Insomma, un concorso di colpe ha fatto si che venisse fuori una prestazione insufficiente, inappagante. Sconfortante da tutti i punti di vista. Questo capitombolo così roboante è stato un incidente di percorso che non rispecchia le qualità tecniche e fisiche dimostrate nei precedenti turni dai rossoblù. Perciò, sabato, contro il Benevento serve carattere, agonismo, orgoglio. La partita perfetta, in sintesi. I lupi dovranno sfruttare a pieno la spinta dello stadio e pungere i Sanniti nelle zone del campo in cui, se pressati a dovere concederanno praterie verdi, viste le tante assenze – sia per squalifica che per infortuni vari – di titolari inamovibili. Anche in casa Cosenza, gli acciaccati, non mancano: Baez, Dermaku e Idda vivono situazioni simili. Il furetto uruguagio ha rimediato – sabato scorso – un fastidioso pestone ed è ancora fermo ai box, aspetta l’ok per rientrare in gruppo. Per i due centrali l’allarme è relativo e dovrebbero tornare al centro della difesa. Il modulo con cui scenderanno i padroni di casa dipenderà dalla presenza o meno dell’esterno Baez. Nel caso non dovesse farcela, Braglia, ritornerebbe al 4-3-1-2 con Palmiero in cabina di regia e Garritano nel ruolo di rifinitore dietro il tandem Tutino-Maniero. Altrimenti, confermatissimo il 4-2-3-1 camaleontico con gli stessi interpreti del match contro lo Spezia.

PROBABILE FORMAZIONE: (4-2-3-1) – Perina; Corsi, Dermaku, Idda, Legittimo; Bruccini, Mungo; Tutino, Garritano, Baez; Maniero;

BENEVENTO – Anche i giallorossi gridano vendetta. Nel turno precedente, pesa come un macigno il k.o. incassato contro il Verona fra le mura amiche del “Vigorito”. I sanniti, nonostante abbiano un roster da far invidia, gravitano al settimo posto. I ventuno punti racimolati (6 trionfi, 3 pareggi e 5 cinque sconfitte) sono un bottino pessimo per una compagine che aspira al salto di categoria nel più breve tempo possibile. Fra, le altre cose, i campani sono in vetta alla classifica del monte ingaggi: quasi sedici milioni di euro solo con gli emolumenti fissi, una cifra record per la cadetteria. Di conseguenza, non uscire vincitori da un incontro-scontro con una diretta concorrente (quale il Verona) stride anche in ottica futura. Bucchi, in attacco, ha l’imbarazzo della scelta. Nomi che soltanto a sentirli sale il tremolio: Improta, Ricci, Coda, Buonaiuto, il giovane Asencio, Insigne… A lungo andare le qualità di questi calciatori faranno la differenza in un campionato apparentemente equilibrato. Ma le pedine altisonanti sono presenti anche negli altri reparti. Insomma, chi – presumibilmente – non interverrà per rafforzare ancor di più la rosa sarà proprio la società giallorossa. Servirà un’opera di puntellamento. Purtroppo, il tecnico delle streghe, avrà alcune defezioni rilevanti nella partita del “Marulla.” Oltre agli squalificati Costa e Volta, non saranno del match gente come Maggio, Viola, e Di Chiara. Un bel grimaldello da scassinare al fine di trovare la formazione più equilibrata possibile. La scelta sembra indirizzata verso un 3-4-1-2 con il trittico difensivo Billong-Antei-Sparandeo e Nocerino con l’abito da playmaker. A supporto del tandem Coda-Asencio ci sarà Insigne.

PROBABILE FORMAZIONE: (3-4-1-2) – Montipò; Billong, Antei, Sparandeo; Bukata, Nocerino, Goddard, Tello; Insigne; Coda, Asencio;

Articolo a cura di Fabrizio Frasca