Serie B, la presentazione di Spezia-Cosenza

2018-12-07 20:12:33
Pubblicato il 7 dicembre 2018 alle 20:12:33
Categoria: Serie B
Autore: Redazione Datasport

Al “Picco” di La Spezia si affrontano due compagini che giungono da stati di forma diametralmente opposti. Gli aquilotti di mister Marino hanno incassato l’amara sconfitta per 3-1 contro l’Ascoli, mentre i lupi di Braglia sono carichi a pallettoni per aggiungere la quarta vittoria nella casella delle vittorie, dopo Crotone e Padova.

 

COSENZA – <<È stato un sogno fare il goal sotto la curva. È stato qualcosa di bellissimo. Sono emozionato. Il goal? Ho colto di sorpresa la difesa. Ero solo e sono riuscito ad incornate al meglio. Ho tanta pressione nel vestire questa maglia, la gente si aspetta tanto da me. Sono contento. Però, non sono il salvatore della patria. >> Queste le parole in zona mista di un ragazzo semplice. Umile. Che dal momento in cui indossa, uno alla volta, con maniacale cura gli scarpini, all’istante prima di imboccare il tunnel che separa il prato verde dagli spogliatoi, muta. Varia espressione del volto, isola la mente per cercare la concentrazione massima. I battiti del cuore salgono esponenzialmente. Si commuove, nonostante lasci trasparire il contrario. Sabato primo dicembre, però, non ha resistito. Gli occhi son diventati lucidi, con lo sguardo volto al cielo ha ringraziato qualcuno lassù… Il gol del 2-1, al 93’, contro il Padova – per i più nostalgici paragonabile per minuto e fotogramma alla rete di Baclet contro il Sudtirol – è diventato un urlo liberatorio. La corsa verso la curva Bergamini, la stessa frequentata dal giovane centrocampista rossoblù in tempi di spensierata gioventù, sintomo di attaccamento ad una maglia, quella del Cosenza. Che per un cosentino purosangue come Luca non sarà mai una seconda scelta. Proprio il suo stacco di testa – ed è uno dei meno alti in squadra – ha regalato il secondo successo (2-1) consecutivo, bissando la magnifica prestazione nel derby contro il Crotone di due settimane addietro (0-1). Nonostante lo svantaggio rimediato a cagione della rete su rigore (scorrettezza di Legittimo) di Bonazzoli nel primo tempo, i padroni di casa non hanno mai gettato la spugna. Hanno lottato su ogni pallone, conquistando con abnegazione e convinzione l’1-1 griffato Baclet: in questo frangente è stato Mazzocco ad invitare gentilmente il francese dal dischetto. Ottima l’esecuzione, freddezza glaciale. Perisan non ha avuto scampo. E’ la scintilla che ha dato il via all’assedio a tinte rossoblù, un monologo durato quasi l’intera ripresa. Culminato, poi, con la marcatura del numero ventiquattro. Se è vero che non c’è due senza tre, il Cosenza può cavalcare l’onda dell’entusiasmo ed imprimere un’accelerata decisiva alla stagione. Tenendo sempre presente che i lupi della Sila non sono mai stati succubi degli avversari. Spesso e volentieri, era il branco guidato da mister Braglia ad azzannare la preda. Aggredendola e pungendola a più riprese senza, però, infliggere il colpo del definitivo k.o. (diversi sono i punti smarriti a cagione di errori individuali sia in fase d’attacco che di difesa). Quando siamo al giro di boa del campionato, però, soltanto il Palermo delle meraviglie e il Lecce – nella prima frazione – hanno messo in apprensione i calabresi; Che hanno fatto tesoro di svarioni passati, maturando soprattutto dal punto di vista mentale. Giornata dopo giornata il gap presunto con le pretendenti alla salvezza è stato ridotto (esisteva davvero?): Padova, Carpi e Livorno navigano in acque profonde e fanno un’immane fatica ad imbastire una manovra offensiva degna di nota. Perciò, la trasferta in quel di La Spezia serve da spartiacque per comprendere fin dove può protrarsi questa compagine. Oltrepassare i propri limiti non è impossibile: i rossoblù hanno l’intelligenza e la sagacia per essere, in prospettiva, una sorpresa della cadetteria. Forse la più bella, la più inaspettata… Quasi come la cavalcata magica compiuta lo scorso giugno verso il paradiso terrestre (la serie B), dopo quindici anni di purgatorio denominato serie C. Il tecnico toscano confermerà per 10/11 la formazione scesa in campo al “Marulla” contro il Padova: 4-3-3 camaleontico, che a seconda delle “sliding door” del match diventa un 4-2-3-1. Come guardiano della luna ci sarà, per la terza gara di fila, Perina: il portiere ex Sambenedettese non ha deluso le aspettative pur essendo rimasto inattivo per quasi cinque mesi. La folta e compatta retroguardia sarà composta da Corsi, Dermaku, Idda e Legittimo. Ancora out il portoghese Capela. La mediana vedrà Bruccini playmaker basso, ai suoi fianchi Mungo e Garritano: quest’ultimo cucirà il gioco in caso di passaggio al 4-2-3-1, dietro la punta. Il tridente indosserà lo smoking da sera visto il ritorno dal primo minuto di Maniero – assente per squalifica nella scorsa gara – con Tutino a sinistra e Baez a destra.

PROBABILE FORMAZIONE – (4-3-3): Perina; Corsi, Dermaku, Idda, Legittimo; Garritano, Bruccini, Mungo; Tutino, Maniero, Baez;

SPEZIA – Con diciassette punti guadagnati – frutto di cinque trionfi, due pareggi e sei sconfitte – può osservare il Cosenza da una posizione privilegiata. Ma non troppo… In caso di insuccesso, i cosentini scavalcherebbero proprio gli attuali detentori della dodicesima piazza. I liguri sono reduci da una pesante sberla (3-1) rimediata al “Del Duca” di Ascoli: nel giorno in cui bomber Ardemagni sigla il suo centesimo gol in questa categoria, mimando l’esultanza di Cr7, viene interrotto il mini-filotto di due risultati utili consecutivi. Da ricordare, infatti, la favolosa lezione di calcio impartita nel recupero della decima giornata al Benevento (medesimo score di Ascoli). Mentre allo “Zaccheria”, i bianconeri, non riescono ad avere ragione del Foggia di Grassadonia. Insomma, un campionato di alti e bassi per i ragazzi di Marino. Pare siano, a volte, in procinto di spiccare il volo dopo prestazioni sontuose e al limite della spettacolarità ma rimangono invischiati ed impantanati sempre negli stessi errori, difensivi o di mancata finalizzazione delle opportunità create. Per il giovane Okereke sarà una partita speciale: il classe 97, ha vissuto da protagonista il cammino verso la finale dei playoff con la casacca cosentina. Sulla riva del fiume Crati ha lasciato ricordi indelebili di una notte magica. A suon di assist e reti, ha attirato su di se diversi club cadetti (anche il Cosenza avrebbe voluto riaverlo tra le sue fila, nuovamente in prestito, per quest’annata). Il nigeriano ha collezionato 945 minuti totali, lasciando la firma sul tabellino ben quattro volte e fornendo altrettanti assist. Nonché capocannoniere spezzino in solitaria. Gli aquilotti vantano sia profili di categoria e di spessore come Terzi, Mora, Bartolomei e Galabinov (non sarà dell’incontro) che giovani interessanti, oltre allo stesso Okereke: Maggiore, Bastoni, Capradossi sono alcuni dei tanti calciatori in prospettiva che militano in Liguria. Davanti al pubblico amico il tecnico ex Brescia e Frosinone schiererà un modulo speculare a quello dei lupi: 4-3-3 con l’unico ballottaggio in mediana tra Mora e Bartolomei, non due qualunque.

PROBABILE FORMAZIONE – (4-3-3): Lamanna; De Col, Terzi, Giani, Augello; Mora, Bartolomei, Ricci; Bidaoui, Pierini, Okereke.

Articolo a cura di Fabrizio Frasca.