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"L'affare Osvaldo? Sono state riportate cose con cattiveria, ma la verità non ve la posso rivelare". Queste le parole del tecnico della Roma Aurelio Andreazzoli in merito al rigore calciato e sbagliato da Osvaldo domenica scorsa nel match perso contro la Sampdoria a Marassi. Sabato sera il tecnico, alla seconda panchina in Serie A, affronterà all'Olimpico la Juventus: "I numeri parlano di una sfida impari", commenta l'allenatore giallorosso.
Come se non bastasse, fuori da Trigoria Osvaldo è stato duramente contestato dalla tifoseria: "E' vero, per Osvaldo è stata una settimana pesante perché si è reso conto che ha fatto una cosa che poteva anche non fare - ha ammesso Andreazzoli - ma succede, ne abbiamo parlato anche con capitan Totti, però è stato pesante uscire da Trigoria e ricevere calci sull'auto e uova. Noi auspichiamo di avere giocatori importanti in questa piazza e non è un bel biglietto da visita per la città e la società avere tifosi che rovinano le auto. Se fossi un giocatore forte, non andrei alla Roma ma da un'altra parte".
La Roma vive una situazione tutt'altro che euforica: tra Zeman e Andreazzoli è la squadra che ha raccolto meno punti in A nel 2013; due pareggi e quattro sconfitte nelle ultime sei gare di campionato hanno contribuito ad aumentare il divario dalla vetta, distante 21 lunghezze, e dalla zona Champions, lontana 10. "Conte ha fatto un grosso lavoro e gli faccio i complimenti - prosegue Andreazzoli -. E' un godimento vedere la sua squadra, ma i valori delle due squadre non sono rispecchiati dalla classifica. Difesa a tre? Abbiamo più soluzioni tattiche, pensiamo al lavoro fatto in settimana e decidiamo. Osvaldo? Se sta bene gioca senz'altro. Contro la Samp all'annullamento del gol di Lamela potevamo anche stare sul 3-0, non siamo stati bravi a concludere. Non ho visto un gran calo nella gara di Marassi, gli episodi sono stati tutti contrari e questo ti condiziona".