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Paolo Maldini: "Milan? Poca programmazione, non può vincere"

Pubblicato il 7 ottobre 2014 alle 10:06:25
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Paolo Maldini punge ancora il Milan. L’ex capitano rossonero, che proprio ieri ha ritirato il premio Liedholm intitolato alla memoria del grande tecnico svedese che lo fece esordire in Serie A all’età di 16 anni, ha lanciato altre frecciatine alla dirigenza del club di via Aldo Rossi come si legge sulla Gazzetta dello Sport: “Sono cambiate tante cose, questo Milan è un gruppo nuovo con un allenatore nuovo – dice Maldini -. La realtà è che non sanno ancora quale può essere il vero obiettivo: di certo non il campionato, però credo possano entrare nella lotta Champions. La differenza rispetto al mio Milan? Semplice: tempi diversi e investimenti diversi. E a questi ultimi corrispondono risultati diversi. È un’equazione che non sbaglia mai. Senza soldi la gestione è complicata. Ma la campagna acquisti dice che il club ha programmato poco. Occorre mettere a fuoco l’obiettivo: se è vincere, allora non è stato fatto abbastanza. Questa non è una squadra costruita per vincere".

Ciclicamente si torna a parlare del possibile ingresso di Maldini nello staff dirigenziale del Milan: “Ci sono stati dei contatti, poi non ho più sentito nessuno - commenta l’ex capitano riferendosi alle voci che qualche mese fa davano per fatto il suo ritorno in rossonero -. Se mi chiamassero ne parlerei volentieri, ma non sono io che cerco loro. E non è scritto da nessuna parte che debba lavorare al Milan. Se capiterà, bene, altrimenti va bene lo stesso. La contestazione della curva Sud il giorno del mio addio (il 24 maggio 2009 a San Siro, ndr)? “Sono contento di quanto successe. In quel modo, quel giorno, ho preso le distanze da un tipo di mondo a cui non ho mai sentito di appartenere".