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Palermo, Zamparini: "Mai pensato di cacciare Iachini"

Pubblicato il 3 novembre 2014 alle 10:53:11
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

E' un Maurizio Zamparini euforico quello che si presenta ai microfoni di Radio Sportiva all'indomani della bella e convincente vittoria del suo Palermo sul Milan a San Siro: "La prestazione migliore della stagione, ma siamo ancora in crescita. Iachini sta preparando la squadra alla Serie A. E' stato un ottimo Palermo contro un Milan che non era il vero Milan. Sono in crescita anche loro, hanno bisogno di molto più tempo. Allenatore nuovo, schemi nuovi. Noi avevamo quasi la stessa squadra della B più Gonzalez".

Il presidente rosanero, nonostante un avvio difficile di campionato, non ha esonerato Iachini ed ora raccoglie i frutti: "Ieri ha vinto Iachini, ha fatto un calcio positivo. Noi contro le grandi ci troviamo meglio, perchè troviamo più spazi. Con la Juve stavamo crescendo, poi abbiamo commesso un brutto errore. Se ho avuto tentazione di cambiare allenatore? No, dopo Empoli li ho portati in ritiro".

Poi il punto sul deludente avvio di stagione delle milanesi: "Sono cicli, come sempre. Milan e Inter sono squadre in ricostruzione. Gli allenatori? Devono trovare l'amalgama. Non si può mettere in discussione Mazzarri, Inzaghi sta dimostrando intelligenza. Hanno bisogno di tempo. E parlo io, da un pulpito sbagliato".  

A San Siro Dybala è stato uno dei migliori in campo. Zamparini lo considerà già un top player: "Dybala da big? I tifosi devono preoccuparsi tra due anni, è da big. Se arriva un socio con i soldi, allora lo blindo. Lavoro sempre a questo, i capitali ormai in Italia non ci sono più. Sto lavorando a questo, sto guardando all'estero, dove ci sono investitori che possono aver interesse ad investire in Italia. Nel calcio ci vuole più pazienza".

Una considerazione infine sui tagli al calcio del Coni e un attacco al Premier: "C'è troppa demagogia, anche nelle istituzioni. Sono avvilito, come per Renzi che ci ha detto che dobbiamo pagare le polizia. Una demagogia che nemmeno ai tempi di Lenin. In questo Paese non c'è buonsenso: i politici trasmettono annunci, io provo vergogna".