Editoriale: benvenuti al Gran Premio della Notizia

2011-01-10 20:39:10
Pubblicato il 10 gennaio 2011 alle 20:39:10
Categoria: Calciomercato
Autore: Redazione Datasport.it

In fondo, è un Gran Premio. Per la precisione, il Gran Premio della Notizia. Ringrazio di cuore Sergio Chiesa per avermi dato l’opportunità di diventare direttore editoriale di Datasport. Ringrazio voi, lettori fedeli e sempre più numerosi, che quotidianamente mi garantite la spinta per mettermi al vostro servizio. E’ un’avventura avvincente, partita lo scorso giugno, con il canale dedicato al calciomercato nell’ambito di un prestigioso e collaudato impegno che Datasport ha garantito negli anni. Precisione, puntualità e rispetto.

Adesso posso soltanto promettervi quello che cercheremo di fare. Il Gran Premio della Notizia ha regole ferree, fondamentali. Me le ha insegnate il mio indimenticabile papà, devo tutto a lui. Controllare, verificare bene e rilanciare. E’ un Gran Premio con fermate ai box. E’ un Gran Premio che, però, non ammette lunghe pause. I pit-stop devono essere velocissimi. Altrimenti gli altri arrivano primi e non possiamo permettercelo, nessuno può permetterselo. Oggi le notizie vengono bruciate nello spazio di due minuti. Una volta la missione era tutelata dall’assenza di Internet: ricordo i miei primi scoop, una soffiata all’ora di pranzo e la quasi certezza che – con la complicità della preziosissima fonte – nessuno lo avrebbe saputo fino al giorno dopo. E che quindi ci saremmo presentati in edicola con la famosa primizia. Un pomeriggio di tanti anni fa vidi il contratto firmato Antonio Cassano dal Bari alla Roma: riuscimmo a tenere fino al giorno dopo, senza che nessuno lo sospettasse. Oggi la storia è cambiata: ancor prima della firma sul contratto c’è qualcuno che sa, qualcuno che parla, qualcuno che tradisce. E magari qualcuno che gioca sporco.

Dopo avermi promesso quello che faremo o che cercheremo di fare (carta canta), è anche giusto sottolineare quali sono le regole fisse del Gran Premio della Notizia. La prima: non spendere dieci nomi al giorno per non illudere i tifosi, e poi arriva l’undicesimo. Trasparenza sempre, inventare mai. La seconda: verificare fino alla noia, sganciare un nome soltanto quando si è sicuri al novantacinque per cento (il cento per cento non esiste) che vada in porto. La terza, importante come le altre due: cantare da soli, in piena autonomia, lontanissimi da qualsiasi tipo di pool e dalla carta velina. Non avrebbe senso, non ci sarebbe entusiasmo, scenderebbe l’adrenalina.

Benvenuti al Gran Premio della Notizia: mi accompagnate?