Jannacci, un milanista vero. Video

2013-03-30 10:30:16
Pubblicato il 30 marzo 2013 alle 10:30:16
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Era un milanista, Enzo Jannacci, un milanista vero. Un innamorato del Diavolo e del calcio che spesso, nelle sue canzoni, utilizzava per descrivere stati d'animo e per dipingere memorabili affreschi sulla società. Il calcio non solo come metafora della vita, ma esso stesso come vita. Nella struggente "Vincenzina e la fabbrica", del 1974, che fu anche colonna sonora del film di Monicelli "Romanzo Popolare", Jannacci descrive la Milano operaia degli anni Settanta e l'immagine del grigiore è tutta calcistica: "Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui e Rivera che ormai non mi gioca più. Che tristezza il padrone non c'ha neanche sti problemi qui".

Anni dopo, a Sanremo, canta "Se me lo dicevi prima" nel quale il dramma è stavolta quello della tossicodipendenza. Ed è ancora il calcio, il Milan, a rappresentare il colore dell'anima, che questa volta torna alla vita: "E sarà ancora bello, quando ti inammori, quando vince il Milan, quando guardi fuori". Cinque anni prima, nel 1984, prima dell'avvento dell'era Berlusconi, Jannacci aveva composto l'inno ufficiale del Milan. Sarebbe bello che proprio la società rossonera suonasse quell'inno prima della prossima partita interna a San Siro. Sarebbe un omaggio doveroso a un grande milanese e a un grande milanista.