*/
La Spagna conquista la semifinale del Mondiale 2026 piegando 2-1 il Belgio a Los Angeles al termine di una sfida più equilibrata di quanto racconti il 68% di possesso palla degli uomini di Luis de la Fuente. A decidere l'incontro è ancora una volta Mikel Merino, che dopo il gol decisivo contro il Portogallo firma un altro sigillo pesantissimo entrando dalla panchina e risolvendo la partita a due minuti dal termine. Gli iberici affronteranno ora la Francia in una semifinale di altissimo profilo.
De la Fuente sorprende lasciando inizialmente fuori Pedri e lanciando Fabian Ruiz. Scelta ripagata al 30'. Porro e Yamal sfondano sulla destra, Dani Olmo impegna Courtois e Ruiz è il più rapido ad avventarsi sulla respinta del portiere belga. È il premio a una Spagna brillante nel palleggio e aggressiva nel recupero del pallone, che insiste alla ricerca del raddoppio. Yamal, il più vivace tra gli attaccanti, prima impegna Courtois su punizione (35'), poi, dopo essersi brillantemente accentrato da destra, conclude di poco a lato con il mancino (40').
Nel momento migliore della Roja, il Belgio, privo oltre che di Onana anche del capitano Tielemans, infortunatosi nel riscaldamento, perviene però al pari. A quattro minuti dall'intervallo De Bruyne innesca sulla destra Castagne, il cui traversone trova De Ketelaere pronto a inserirsi davanti a Cubarsí per l'1-1 di testa. È il primo gol incassato dalla Spagna nel torneo e quello che interrompe a 650 minuti l'imbattibilità mondiale di Unai Simón.
Nella ripresa la Spagna torna a spingere, trascinata dalle accelerazioni di Yamal, premiato come migliore in campo, ma trova ancora sulla sua strada Courtois, autore di un paio d'interventi decisivi. Il momento chiave arriva al 71', quando il portiere belga è costretto ad arrendersi a un problema muscolare, lasciando il posto a Lammens. All'88' il neoentrato non trattiene una conclusione dalla distanza di Cubarsí e Merino, in campo da meno di due minuti, si avventa sul pallone firmando il definitivo 2-1. La Spagna allunga così a 36 la propria serie di gare senza sconfitte ritrovandosi a due soli successi dal secondo titolo mondiale della sua storia.