*/
La 46ª edizione dei Campionati Mondiali di cross, disputata il 10 gennaio 2026 all’Apalachee Regional Park di Tallahassee negli Stati Uniti, ha segnato il ritorno della rassegna iridata sul suolo americano dopo l’edizione di Boston 1992. L’evento ha confermato le gerarchie consolidate della corsa campestre internazionale, con un netto predominio degli atleti africani nelle principali gare individuali e nelle classifiche a squadre.
Kiplimo nella storia del cross mondiale
Il protagonista assoluto della gara maschile è stato l’ugandese Jacob Kiplimo, che ha conquistato il suo terzo titolo mondiale consecutivo sulla distanza dei 10 km con il tempo di 28:18. Con questo successo, Kiplimo entra in un club estremamente ristretto di campioni capaci di vincere tre mondiali consecutivi di cross, eguagliando leggende della disciplina come John Ngugi, Paul Tergat e Kenenisa Bekele.
La gara si è decisa negli ultimi chilometri. Dopo una prima fase controllata, Kiplimo ha cambiato ritmo nell’ultimo giro staccando definitivamente i rivali principali. Alle sue spalle si è piazzato l’etiope Berihu Aregawi, argento in 28:36 e al terzo secondo posto consecutivo nella manifestazione, mentre il keniano Daniel Simiu Ebenyo ha completato il podio in 28:45.
Il percorso di Tallahassee, caratterizzato da fondo sabbioso, tratti fangosi e ostacoli naturali, ha reso la gara particolarmente selettiva. Nonostante le difficoltà tecniche del tracciato, Kiplimo ha chiuso con un margine di 18 secondi, confermando la propria superiorità nella specialità. Nella classifica a squadre il titolo è andato all’Etiopia, grazie alla presenza di tre atleti nei primi sei classificati, davanti a Kenya e Uganda.
Ngetich domina la gara femminile
Nella prova femminile la vittoria è andata alla keniana Agnes Jebet Ngetich, che ha conquistato il primo titolo mondiale individuale della carriera con una prestazione dominante. La 24enne ha completato i 10 km in 31:28, staccando progressivamente le avversarie fino a infliggere un distacco di oltre 40 secondi alle inseguitrici.
L’argento è andato all’ugandese Joy Cheptoyek (32:10), mentre l’etiope Senayet Getachew ha conquistato il bronzo in 32:13. L’assenza della campionessa uscente Beatrice Chebet, che ha deciso di saltare la stagione per la maternità, ha aperto la strada alla leadership di Ngetich, già primatista mondiale dei 10 km su strada.
Il successo della keniana prolunga una lunga tradizione di dominio del Kenya nel cross femminile: si tratta infatti del decimo titolo mondiale consecutivo nella gara senior femminile. Nella classifica a squadre l’Etiopia ha conquistato l’oro davanti a Kenya e Uganda.
Staffetta mista: sorpresa Australia
Una delle principali novità della rassegna è arrivata dalla staffetta mista 42 km. Per la prima volta il titolo mondiale non è stato conquistato da una nazione africana: l’oro è andato all’Australia con il quartetto composto da Oliver Hoare, Linden Hall, Jack Anstey e Jessica Hull.
Il team australiano ha chiuso in 22:23 precedendo la Francia (22:26) e l’Etiopia, con la frazione finale di Hull decisiva per creare il margine decisivo.
Le gare Under 20 e il medagliere
Nelle categorie giovanili spiccano i successi dell’etiope Marta Alemayo, vincitrice della gara femminile U20 sui 6 km in 18:52, e del keniano Frankline Kibet, che ha guidato una tripletta del Kenya nella prova maschile U20 sugli 8 km.
Nel medagliere complessivo il Kenya ha chiuso al primo posto con tre ori, quattro argenti e due bronzi. Etiopia e Uganda hanno raccolto complessivamente sette medaglie ciascuna, confermando la netta supremazia dell’Africa nella corsa campestre mondiale.
Un dominio tecnico ancora evidente
I Mondiali di cross 2026 hanno dunque ribadito la centralità degli atleti africani nella disciplina, con pochi spiragli per gli altri continenti nelle gare individuali. Le vittorie di Kiplimo e Ngetich rappresentano due prestazioni tecnicamente dominanti e consolidano il loro status tra i principali protagonisti del mezzofondo e del fondo internazionale.
Allo stesso tempo, il successo australiano nella staffetta mista suggerisce come le competizioni di squadra possano offrire scenari più aperti, introducendo nuove dinamiche competitive nel panorama globale del cross country.