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di Francesco Montanino - Si conferma la maledizione del 5 luglio per il Brasile: nel 1982, fu Paolo Rossi al Sarrià a spegnere i sogni dei verdeoro. Oggi, a New York, è Erling Haaland a vestire i panni del giustiziere e a infliggere un'altra grossa delusione ai pentacampioni del mondo. La partita di New York ha ufficialmente consacrato la Norvegia quale mina vagante del torneo e confermato le difficoltà della Selecao. E dire che la squadra di Ancelotti ha avuto le occasioni migliori per cambiare volto alla partita, salvo poi essere punita da due autentici lampi di quella sentenza che è Haaland.
Ma andiamo con ordine. La Norvegia parte forte, e al 3´ va in gol con Berge: la rete e' però annullata per una precedente posizione di offside di Sorloth. Il Brasile però non sta a guardare e al 13' ha l'occasione per sbloccarla. Ajer falcia Cunha nella propria area ma incredibilmente il mediocre Elfath non fischia nulla. Stavolta il VAR interviene opportunamente, e il direttore di gara torna sui propri passi. Dal dischetto, però, Bruno Guimaraes spreca malamente facendosi parare la conclusione da Nyland. Lo stesso estremo difensore scandinavo si erge poi a protagonista sulle conclusioni di Vinicius, mentre solo in pieno recupero i vichinghi trovano il modo di rendersi minacciosi con la conclusione di Odegaard bloccata a terra da Alisson.
Nella ripresa, non cambia lo scenario tattico: la Norvegia fa la partita ma il Brasile, quando riconquista il pallone, è sempre pericoloso. Come al 60', quando Vinicius serve un assist delizioso per il neo entrato Endrick, ma l'attaccante del Lione calcia incredibilmente a lato. Solbakken intanto manda in campo Bobb e Schjelderup e la Norvegia aumenta la propria pericolosità. Dopo una conclusione dello stesso Schjelderup deviata da Alisson, arriva il gol. E non può essere che Haaland a sbloccarla, con un imperioso colpo di testa che conferma la sua letalità sotto porta. Il Brasile prova a reagire e qualche istante dopo è ancora Ajer a combinare un pasticcio, costringendo Nyland a un miracoloso salvataggio sul palo! I verdeoro attaccano disperatamente e si espongono alle ripartenze degli scandinavi: su una di queste, Haaland scaglia un'autentica saetta che non dà scampo per la seconda volta ad Alisson. Quasi allo scadere del lunghissimo recupero, arriva il gol della bandiera per il Brasile: Ostigard, da poco entrato, assesta un’inutile gomitata nella propria area a Casemiro e per il direttore di gara ci sono gli estremi per la massima punizione. Neymar trasforma, con Nyland che resta immobile. Ma non c'è più tempo, e così l'impresa è servita.
La Norvegia adesso attende la vincente di Messico-Inghilterra e può essere la sorpresa di questa edizione dei Mondiali. Per il Brasile, invece, è ancora tempo di processi e di rimpianti.