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di Francesco Montanino - Houston, qui si fa la storia! Capo Verde pareggia 0-0 con l’Arabia Saudita e, grazie al contemporaneo successo della Spagna con l’Uruguay, accede clamorosamente ai sedicesimi di finale dove incontrerà l’Argentina, campione del mondo. Accade l’impensabile, con la matricola africana che scrive probabilmente la pagina più iconica di questo Mondiale. Il paese con il minor numero di abitanti della competizione accede da seconda classificata e da imbattuta, in un girone in cui erano presenti Spagna, Uruguay e Arabia Saudita. Chi lo avrebbe mai detto? Tre partite, altrettanti pareggi. E un sogno che diventa realtà. La partita ha confermato quanto queste due squadre hanno sin qui mostrato: grande attenzione difensiva e attacchi con le polveri bagnate.
Nel primo tempo, le occasioni migliori capitavano sui piedi di Pina e Kanno. Davvero poche le emozioni, con le due squadre attente più a distruggere che non a costruire. Sicuramente più avvincente la ripresa, con Capo Verde che ha avuto le migliori occasioni per sbloccarla, senza però trovare il guizzo per aggiudicarsi il match. Duarte e, soprattutto, in pieno recupero Da Costa si divoravano due occasionissime, mentre i tentativi dei sauditi servivano solo a non far diventare spettatore non pagante Vozinha, autentico uomo simbolo dei “Blue Sharks”.
Capo Verde in festa, mentre l’Arabia Saudita lascia mestamente il Mondiale. Ci si attendeva sicuramente di più dagli uomini di Donis che si sono lasciati sfuggire un’occasione difficilmente ripetibile. I ragazzi di Bubista, invece, entrano a pieno titolo nella leggenda con un’incredibile storia che un giorno racconteranno ai propri nipoti.