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"Non importa che partita sia, amichevole, internazionale, o con la Nazionale, ma se fatti come quelli di ieri si ripeteranno, io lascerò ancora il campo". Lo ha detto Kevin Prince Boateng alla CNN. "L'arbitro mi diceva di non preoccuparmi, ma c'era da preoccuparsi. Ero arrabbiato ma anche triste, come possono accadere ancora certe cose?".
Boateng racconta poi nel dettaglio i fatti di Busto Arsizio: "Tutto è iniziato subito, cinque minuti dall'inizio dell'amichevole quando ho cominciato a sentire che qualcuno faceva il verso della scimmia rivolto a me. Non volevo crederci ma poi è successo una seconda volta, nei confronti di Muntari - prosegue il rossonero -. Ho parlato all'arbitro e gli ho spiegato che se fosse successo ancora non avrei più giocato. Lui mi ha esortato a non preoccuparmi ma io gli ho risposto di essere invece molto preoccupato perché quanto stava accadendo non era affatto bello. Quando ho sentito questi versi ancora, per la terza volta, ho calciato via il pallone".
Boateng sottolinea infine la sua frustrazione: "In quel momento ero arrabbiatissimo. Mi sono sentito - prosegue il ghanese - anche molto triste e deluso. Provavo tutte queste emozioni insieme e non volevo più giocare. Sono sorpreso che queste cose succedano ancora nel 2013 e che si debba continuare a lottare contro il razzismo. Non è la prima volta che mi succede di sentire questo genere di cori, ma adesso ho 25 anni e non voglio più ascoltarli".