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Miccoli in lacrime: "Sono un calciatore, non un mafioso"

Pubblicato il 27 giugno 2013 alle 11:21:38
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

"Da tre giorni non dormo, sono uscite cose che non penso: sono un calciatore, non un mafioso". Non trova pace Fabrizio Miccoli dopo l'avviso di garanzia ricevuto dalla Procura di Palermo per estorsione e le sue frasi offensive nei confronti di Giovanni Falcone intercettate dagli inquirenti. "Chiedo scusa a tutta la città di Palermo e alla mia famiglia per quello che ho fatto - dichiara in lacrime l'ex capitano rosanero durante la conferenza stampa -. Spero che mi venga data la possibilità del perdono".

"Quel fango di Falcone". Questa la frase ingiuriosa pronunciata da Miccoli durante una conversazione con l'amico Mauro Lauricella - figlio del boss mafioso Antonio -, il cui telefono era sotto intercettazione per arrivare al padre latitante. "Ho sempre partecipato alle partite del cuore per onorare la memoria dei magistrati uccisi - aggiunge il Romario del Salento, al quale il Palermo ha deciso di non rinnovare il contratto -. Quando finirà questa storia voglio fare il testimonial della legalità. Spero che la signora Falcone me lo permetta, voglio partecipare alla sua associazione".