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A Formello i tifosi gli hanno dedicato una targa, posta all'ingresso del centro sportivo: "Edoardo uomo derby, grazie a tutti gli interpreti". Ma Reja, il diretto interessato, non si scompone anche se la gioia per il successo di domenica scorsa sulla Roma non si è ancora esaurita: "L'entusiasmo per il derby c'è stato, ma già il pomeriggio di lunedì ero proiettato all'Europa League. E' una soddisfazione per squadra e tifosi. Abbiamo conquistato i tre punti e abbiamo creato parecchie opportunità. La targa? Stiamo esagerando per una partita. Qui ci sono le grandi esaltazioni e le grandi insoddisfazioni. Bisogna mantenere un equilibrio. Mi piacerebbe entrare nel cuore dei tifosi a fine campionato, quando avremo ottenuto qualcosa".
La Lazio sarà impegnata domani sera nel posticipo contro il Bologna allo stadio Dall'Ara. L'infermeria è piuttosto affollata, soprattutto nel reparto nevralgico: "Devo trovare il quarto di centrocampo oltre a Ledesma, Matuzalem e Hernanes. Forse uno tra Sculli e Lulic. Il 4-3-3? Partendo così, la squadra potrebbe avere qualche carenza dal punto di vista dell'equilibrio". Se le cose in campionato stanno andando bene, in Europa League il discorso è diverso: in tre partite il bilancio è di due pareggi e una sconfitta. "E' un periodo che creiamo molto, ma ci manca un po' di concretezza - conclude Reja -. Siamo la squadra che conclude di più in Serie A. Verrà il momento in cui la metteremo dentro. Se siamo Klose dipendenti? Un giocatore non fa mai la differenza, anche se Klose sta bene e ha concretizzato più di tutti. Complessivamente la squadra ha buone qualità".