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Del Piero, il ricordo: "Agnelli? Mi Manca tantissimo"

Pubblicato il 24 gennaio 2013 alle 12:56:41
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Nel decennale dalla morte di Gianni Agnelli, il ricordo probabilmente più emozionante arriva dall'altra parte del Mondo e precisamente dall'Australia dove vive e gioca Alessandro Del Piero, storico capitano juventino cresciuto alla corte dell'Avvocato: "Sono passati dieci anni, ma a me sembrano molto meno - spiega Pinturicchio sul proprio sito internet -. Sarà perché per me l’Avvocato è ancora un ricordo vicino, come se quel telefono, che squillava così presto di mattina, l’avessi appena messo giù, dopo aver finto di essere già sveglio, stropicciandomi ancora gli occhi".

Il ricordo di Agnelli è ancora vivo negli occhi e nella mente di Del Piero: "Quando le persone entrano così tanto nella testa e nel cuore, in fondo, non se ne vanno mai davvero. Eppure manca - continua -. Manca il suo amore per lo sport, per il calcio, per la sua Juventus, per la sua Ferrari, per le sue barche, per la sua Torino. Manca agli juventini, manca a tutti gli italiani. E manca a me, che ho avuto la fortuna e l’onore di fare un piccolo pezzo di strada con lui".

Il primo incontro non si scorda mai: "E’ legato a un ricordo particolarmente piacevole per me - prosegue Del Piero -, ovvero la mia prima tripletta in serie A. Per me era tutto nuovo, avevo diciotto anni, appena inserito in prima squadra, aggregato dalla Primavera. Era la vigilia della partita contro il Parma. Non so se l'Avvocato mi conoscesse. O meglio, di certo mi conosceva perché era un grande intenditore di calcio e molto curioso - dunque si era informato anche del nuovo arrivo, che ero io - ma ovviamente riservò la sua confidenza ai giocatori che allora erano più affermati. Noi eravamo appena usciti dalla Coppa Uefa, ed eravamo anche stati contestati dai nostri tifosi, il Parma aveva invece vinto contro l'Ajax. L'Avvocato portò proprio con sé un giornale, per stimolarci a dare il massimo, reagendo a quelle critiche. Il giorno dopo battemmo il Parma nettamente, e io segnai la mia prima tripletta con la maglia della Juve. Questo è stato il primo impatto con lui, con il suo carisma e con l'entusiasmo che sapeva trasmettere".

Una battuta, infine, sullo storico soprannome che lo stesso Agnelli diede a Del Piero: "Pochi anni dopo mi diede quel soprannome che poi mi accompagnò per anni. Era il momento, diciamo così, del passaggio di consegne con Roberto Baggio alla Juventus. L'Avvocato da grande esperto e conoscitore dell'arte, aveva definito Baggio "Raffaello", e paragonò me a "Pinturicchio". All'inizio la mia reazione fu un po’ perplessa, ovvero... non sapevo chi fosse Pinturicchio. Poi mi sono informato e ho scoperto che era un grande pittore. Sono affezionato a quella definizione, perché sapevo con quale spirito l'Avvocato l'aveva detto, e perché mi ricorda una bella fase della mia carriera, gli esaltanti primi anni con la Juventus. L'Avvocato aveva il piacere della sana rivalità, ma rispettava e ammirava i suoi migliori avversari - conclude -. Aveva il gusto per la competizione, e la curiosità della sfida".