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Il mondo del basket piange la scomparsa di Oscar Schmidt, avvenuta all’età di 68 anni. Il campione brasiliano è deceduto nella sua residenza di Santana de Parnaíba dopo una lunga battaglia contro un tumore cerebrale diagnosticato nel 2011.
Il suo lascito è inciso in un numero che ha definito un’epoca: 49.737. Sono i punti totali messi a referto in una carriera professionistica durata 29 anni, un primato mondiale assoluto che ha resistito fino all’ascesa di LeBron James.
Oscar è stato l’uomo dei record impossibili: 1.093 punti segnati in cinque edizioni dei Giochi Olimpici e il picco, rimasto iconico, di 55 punti in una singola gara olimpica contro la Spagna nel 1988.
In Italia, dove lasciò un segno profondo, la sua storia è legata indissolubilmente a Caserta e Pavia. Trascinò la squadra campana alla conquista della Coppa Italia 1988 e a una finale di Coppa delle Coppe leggendaria contro il Real Madrid di Drazen Petrovic, segnando complessivamente quasi 14.000 punti nel nostro campionato.
Nonostante la chiamata NBA dei New Jersey Nets nel 1984, rinunciò al palcoscenico americano per restare fedele alla maglia del Brasile, con cui firmò l’impresa di Indianapolis ’87 abbattendo il muro degli Stati Uniti.
Entrato nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame nel 2013, Oscar Schmidt resta il più grande realizzatore di ogni tempo tra coloro che non hanno mai militato nella NBA.