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Marco Giampaolo ha firmato ufficialmente un contratto biennale come allenatore del Cesena. Lo ha fatto di fronte alle telecamere ed agli obiettivi dei fotografi, anche per smentire le voci che nelle ultime ore lo avevano dato in avvicinamento alla Roma. La firma e poi il brindisi, quindi la conferenza stampa di presentazione.
“Ringrazio il presidente per la stima mostrata - ha spiegato il successore di Massimo Ficcadenti -, ultimamente abbiamo parlato molto di calcio, durante qualche chiacchierata serale che si è protratta fino a mattina. Ho tanta voglia di ricominciare e lavorare su un progetto diverso dal solito: in rosa abbiamo solo 8 giocatori per cui questa squadra è tutta da costruire”.
Giampaolo ha anche affrontato l'argomento organico. “Abbiamo molte situazioni da risolvere a partire da Giaccherini, che vorrei tenere a tutti i costi. Però con il presidente Campedelli c'è unità di intenti: costruiremo insieme la squadra, avrò la possibilità di orientarne l'edificazione e per questo si tratta di un progetto condiviso. Più che un feeling direi che abbiamo riscontrato una comunanza di interessi”.
Alcuni media nei giorni scorsi avevano riportato un presunto avvicinamento della Roma nei confronti di Giampaolo, indicato dai giallorossi come seconda scelta nel caso l'affare Luis Enrique fosse tramontato. Il tecnico abruzzese respinge però al mittente ogni accusa: “Nell'ultimo anno ho passato alcune settimane a Barcellona per guardare gli allenamenti dei blaugrana, dalla prima squadra fino al settore giovanile – ha spiegato - e tra le circa 40 sedute che ho osservato almeno la metà erano quelle dirette da Luis Enrique, per cui Sabatini mi ha chiamato per essere relazionato sul tecnico dei catalani. Non c'è stato null'altro tra noi”.
Nella giornata in cui marginalmente anche il Cesena veniva toccato dall'ennesimo caso calcioscommesse (i riferimenti sono ad un Cesena-Chievo), Giampaolo liquida con poche ma significative battute l'argomento: “E' una cosa tristissima, non riesco a capire come si possa giocare per perdere o pensare di aggiustare una partita. Il responsabile di tutto però è il sistema. Non ha senso ogni anni iscrivere 80 società in Lega Pro e puntualmente, l'estate seguente, almeno 20 di queste non riescono a ripartire”.
Giampaolo ha anche parlato di modulo. “In passato ho giocato sia con il 4-4-2 che con il 4-3-3 - spiega - ma cambiando le società cambiano anche le caratteristiche dei giocatori. L'importante è che la mia nuova squadra abbia una identità precisa, poi ci affideremo molto alla fantasia. Parlare di sistema di gioco è riduttivo, io preferisco usare il termine principio. L'unica cosa che posso promettere è che preferirò dare più importanza alla tecnica che alla fisicità”.