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Ai microfoni de "La Politica nel Pallone" su Gr Parlamento va di scena un Cellino senza peli sulla lingua. Il presidente ha parlato della recente sconfitta a tavolino inflitta al suo Cagliari relativamente alla partita della quarta giornata di campionato non giocata contro la Roma: "Se ho sbagliato, pago. Ma Cagliari-Roma si deve giocare per il bene dello sport. Chiedo scusa per la mia disorganizzazione. Ma non volevo certo offendere le istituzioni di cui faccio parte come cittadino italiano - precisa il presidente del Cagliari -. Ho sempre sostenuto il presidente federale Abete. Sentire che si vergognava di me... Il presidente della Lega non parla mai e ora dice che vuole una punizione esemplare."
Il presidente rossoblù poi argomenta sul perché, secondo lui, la partita andrebbe disputata: "E' una situazione in cui deve vincere il calcio, lo sport. Non voglio farmi scudo della mia società, non voglio rimanere nella storia come il presidente che ha fatto perdere la sua società per colpa di un comunicato", aggiunge Cellino ricordando che "la partita è stata data per persa ma non è stata interrotta, è stata rinviata. Secondo voi i tifosi della Roma sono contenti di aver vinto a tavolino? Poi io sono scaramantico, queste cose portano male - incalza il presidente che ribadisce l'invito a far giocare la gara -. I tifosi devono vincere, per un senso di giustizia del calcio. Una punizione solo per me? Che mi squalifichino per 50 anni, mi farebbero un piacere, ormai sono arrivato allo sfinimento fisico".