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Cagliari, Cellino: "Il mio arresto? Uno stupro"

Pubblicato il 14 giugno 2013 alle 15:11:47
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

"Il mio arresto? I miei legali lo hanno definito uno stupro". Così Massimo Cellino si sfoga sul sito di GQ, ritornando con la mente al 14 febbraio scorso: "La forestale si è presentata a casa mia alle sette del mattino, pensavo di avere le piante secche - scherza il presidente del Cagliari -. Mi hanno ordinato di seguirli ma io stentavo a crederci, pensavo fosse tutto uno scherzo e ci fossero delle telecamere nascoste per riprendere la scena".

In realtà di scherzo non si trattava. Cellino è stato subito condotto nel carcere di Buoncammino insieme al sindaco e ad un assessore di Quartu, con l'accusa di falso ideologico e peculato nell'ambito dell'inchiesta sulla costruzione del nuovo stadio di Is Arenas. "Mi hanno messo in una cella minuscola, il vetro della finestra era rotto e la notte faceva freddo - ricorda il patron del club sardo -. Un detenuto mi ha regalato una giacca, un altro i pantaloni, alla fine ero coperto a strati. Mi hanno salvato il carattere e gli altri detenuti".

Nonostante qualche settimana fa abbia lasciato pure gli arresti domiciliari, Cellino ha intenzione di far chiarezza sul suo arresto. "Cassazione e Tar hanno stabilito che non ci sono stati abusi, dandomi ragione piena: adesso voglio il perché, la verità - afferma il numero uno rossoblù, che poi conclude -. Mi ha tradito la Sardegna delle istituzioni, non si  può finire in carcere per arroganza. Sto cercando di ripartire: passo continuamente dalla voglia di mandare tutto e tutti a quel paese a quella di ricominciare. Per me il Cagliari è la vita, voglio farcela".