Boxe: buona Italia ai Giochi del Mediterraneo 2018

Pubblicato il 1 luglio 2018 alle 19:15:36
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport

L’Italia torna a casa dai Giochi del Mediterraneo 2018, ospitati a Tarragona in Spagna, con due ori, un argento e un bronzo. Poteva andare meglio o anche peggio. Una rassegna con tanti risultati imprevisti e troppe distonie dei giudici. Ben 17 verdetti per 3-2 su 89 incontri, significano incertezza nella valutazione. Ma di questo parleremo in seguito.

L’Italia che ha portato i migliori 8 elementi, con la forzata rinuncia di Di Lernia nei 64 kg. per infortunio. Il bilancio finale ci vede al secondo posto, dietro all’Egitto che conquista tre ori su tre finalisti. Questo è negativo, ma se mal comune è mezzo gaudio, Francia e Spagna e anche la Turchia per non dire dell’Algeria non possono certo rallegrarsi. Queste nazioni non sono andate oltre una vittoria finale pur portando il meglio. In particolare la Francia che ha vinto grazie alla carta sicura Sofiane Oumiha, nei 60 kg., magrebino di origini, argento olimpico, campione del mondo, un longilineo dal naso a vela, abilissimo nella lunga distanza, dove usa i colpi diritti con grande maestria, ottimo gioco di gambe e del tronco. Un pugile completo, dilettante ideale, che anche a Tarragona ha confermato di essere il migliore.

Per contro i galletti hanno perso per strada Bennama (52) che sembrava una certezza dopo le belle prova agli europei youth, il gallo Rodriguez a spese del nostro Di Serio, il superleggero Mehah eliminato dal marocchino Nadir, ma in particolare hanno fallito col medio Bamba, sconfitto dal nostro Cavallaro in semifinale, il mediomassimo Diabira molto esperto, il mediomassimo Biongolo costretto all’abbandono al primo rond contro il croato Toni Filipi e il + 91, Aboudou, campione nazionale da tre anni, che aveva illuso col successo discutibile contro il nostro Vianello, purtroppo da tempo in fase negativa, ma bloccato dall’egiziano Hafez che ha poi vinto il titolo. Stesso discorso per la Turchia, che ha salvato il bilancio col giovane Erdemir, il miglior talento della squadra, 22 anni e un boxe molto spettacolare, defraudato lo scorso marzo dell’europeo U22 in Romania, stavolta ha vinto senza problemi. Salvo la finale dove il marocchino Nadir lo ha impegnato niente male.

L’Egitto è stato barvo e fortunato, vincendo diverse volte 3-2, compresa la finale nei mediomassimi, con Abdelgawwad premiato dalla giuria contro il tunisino Malkan, che in avvio aveva eliminato l’azzurro Manfredonia, apparso impreciso e poco tonico. La Spagna ha vinto con Escobar nei 52 con pieno merito. Bene è andata la Siria, che ha da sempre tradizioni pugilistiche. Ha vinto col suo capitano Ahamad Ghosoun, campione nazionale dal 2013, elemento molto forte atleticamente, che ha battuto in finale Salvatore Cavallaro che aveva sostenuto un torneo decisamente più faticoso, battendo il turco Ozkal e il francese Bamba due clienti alla vittoria. Mentre il siriano incrociava i guantoni con rivali meno impegnativi. Forse questa la ragione di una sconfitta comunque discutibile, di stretta misura.

Detto della concorrenza, il bilancio italiano anche se quattro medaglie non sono da buttare, va considerato inferiore alle attese. Su Iozia (60) e Magrì (69) quasi debuttanti non era pensabile il podio, ma almeno un passetto avanti era auspicabile. Invece si sono fermati al primo ostacolo senza dare l’impressione di crederci troppo. Manfredonia, che pur ha disputato i Giochi di Rio, era un punto interrogativo, dopo la sosta per infortuni vari e il rientro a Tarragona non è stato brillante. Dominato dal turco Malkan. Di Vianello, confesso che non vorrei parlarne. Conoscendolo bene apprezzandone anche i suoi valori morali. Un gran bravo atleta, che si applica in allenamento, ma da tempo senza aver compiuto l’auspicato salto di qualità, che i suoi mezzi atletici dovrebbero consentirli. Dal 2016 ha fallito tutti i raguardi, dai Giochi ai mondiali, dagli europei al Mediterraneo. In Spagna l’ha superato il francese Aboudou, che solo due mesi prima aveva battuto nettamente in Italia. Cosa succede? Difficile dare una spiegazione. Non condividiamo neppure la convizione che sia responsabile, atterramento subito dall’inglese Clarke nelle World Series ad aprile. Tra pesi massimi, i conteggi fanno parte del rischio, purchè non sia una continuità. Il francese era battibile eccome. Per i responsabili tecnici, un problema di non facile soluzione.

Le note positive arrivano da Di Serio, casertano che dopo aver dominato negli jr. e youth in campo europeo, ha stentato a farsi luce negli elite. Diciamo che ha avuto una crescita lenta. La vittoria nel Mediterraneo è importante perché significa fiducia nei propri mezzi. Dopo gli europei U22 2018, i mondiale 2017 e altri tornei, dove si è sempre fermato prima del podio, stavolta ha toccato quello più alto. Ha vinto bene, battendo due avversario tosti come il francese Rodriguez e il tunisino Mhamdi, spigoloso e scorretto. In finale non poteva farsi battere dall’albanese Zenelli residente in Italia che ben conosce e ha già battuto. Comunque un primo passo avanti importante. Ancor meglio il massimo Aziz Mouhiidine che nonostante il cognome marocchino, papà è nato a Casablanca, scomparso pochi mesi addietro, il giovanotto è nato a Salerno, parla campano e frequenta la palestra da giovanissimo. Ha fatto esperienza negli jr. e negli youth, ha vinto e perso, ma ha sempre fatto miglioramenti. Ha un carattere solare, positivo e questo lo aiuta assai. Non è un picchiatore, ma non tecnico rapido di gambe e braccia, mancino molto abile, dallo scorso anno ha iniziato a prendere l’abitudine al primo posto. Ha compiuto 20 anni in aprile, ha vinto l’europeo U22 a 19 anni, nei +91, categoria frequentata fino ad aprile. Da massimo, si è aggiudicato il titolo del Mediterraneo alla grande. La prova più difficile contro il siriano Ghossoun, 28 anni e dieci di carriera, ma l’ha spuntata nonostante l’ostilità di alcuni giudici. Superato il siriano ha viaggiato a mille. Ha dominato il turco Aksin e in finale il favorito croato Toni Filipi, che si era presentato con due vittorie per KO. Contro Aziz ha spolverato l’aria e beccato i pugni precisi e rapidi dell’italiano. Un 5-0 che fotografa la superiorità di Aziz. Un passetto indietro in rapporto al 2013, 2 ori, un argento e quattro bronzi, comunque la sufficienza. 

Articolo di Giuliano Orlando