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Botta e risposta in casa Bologna. Alla vigilia della delicatissima sfida di campionato con il Palermo nella città felsinea non si parla di calcio: a tenere banco è l'intervista rilasciata a Repubblica dal re del caffè Massimo Zanetti, proprietario della Segafredo e guida della cordata che il 23 dicembre 2010 aveva acquisito il cento per cento della società. Nemmeno un mese dopo arrivarono inaspettate le dimissioni dalla carica di presidente, assunta prima da Marco Pavignani e poi da Albano Guaraldi.
E' proprio Guaraldi a rispondere per le rime a Zanetti, che sulle colonne di Repubblica aveva in precedenza sparato a zero su Guaraldi ("Mi dispiace vedere un presidente assuefatto all'idea di andare in Serie B. Io vorrei comprare il Bologna, ma lui non vuole andarsene") e su Pioli ("La squadra non è male, ma si è creata una perdita di fiducia dovuta agli scarsi risultati. Io farei di tutto per restare in A, serve una scossa").
Con una nota sul sito ufficiale del Bologna Albano Guaraldi ha fatto pervenire la sua piccata risposta: "Queste considerazioni, che con tanta dovizia dispensa a mezzo stampa, avrebbero potuto essere motivo di discussione all’interno della società se Zanetti non avesse abbandonato dopo meno di un mese senza alcun preavviso la carica di presidente, lasciando al sottoscritto e agli altri soci il compito di ricapitalizzare per scongiurare un immediato fallimento".
"Forse il bene del Bologna - prosegue Guaraldi - non si fa con le parole sui giornali ma con i fatti. Io sono a Casteldebole tutti i giorni, Zanetti dovrebbe ricordare la strada, anche se quando era presidente da queste parti si è visto poco, avendo totalmente delegato la gestione del club al dottor Baraldi. Se ha idee, proposte o offerte da fare a me e ai miei soci, venga: le ascolteremo e le valuteremo. In caso contrario sapremo tutti quale valore attribuire alla sua prossima requisitoria".