Barcellona-Real, Top e Flop. Le pagelle

Pubblicato il 4 maggio 2011 alle 08:31:45
Categoria: Pagelle Champions League
Autore: Redazione Datasport.it

I TOP E FLOP DI BARCELLONA-REAL MADRID

TOP

PEDRO: segna il gol decisivo sfruttando al meglio il perfetto assist del compagno Iniesta. E' il “piccolo” della banda di Guardiola, ma ormai ha acquisito sufficiente maturità per siglare un gol così importante, che spegne definitivamente le speranze del Real Madrid. Insieme a Villa e Messi forma un tridente che ha pochi eguali al mondo.

INIESTA: che dire, ancora una volta decisivo. Il gol nella finale mondiale lo aveva consacrato, tanto da far gridare allo scandalo il giorno dell'assegnazione del pallone d'oro al compagno Messi, perché in molti avrebbero voluto vedere recapitato il premio come miglior giocatore dell'anno al piccoletto col numero 8. Quando il Barca sale in cattedra e prende in mano il match, il suo lampo di genio, che manda in porta Pedro, è la ciliegina su una torta perfetta, che porta alla finale di Champions League, la seconda negli ultimi tre anni.

ABIDAL: non per i minuti giocati, perché entra solo per la standing ovation finale (un minuto scarso sul campo di gioco), ma per la grande vittoria umana dell'uomo Erik Abidal. 46 giorni dopo l'operazione per asportagli un tumore al fegato, il difensore francese ha coronato il sogno di un uomo, prima che di un giocatore, quello non solo di aver sconfitto la malattia, ma di essere tornato a fare ciò che più preferisce: giocare a calcio.

FLOP

KAKA': Mourinho lo mette in campo dal primo minuto, dandogli una grossa chance, la più grossa di questa stagione. Il brasiliano, ex Milan, non fa nulla per rendere memorabile la sua prestazione e anzi, si nasconde in tutti i modi possibili, rendendo unico momento degno di nota della sua partita quello della sostituzione. E' proprio una stagione no per il brasiliano, che oltre ai problemi fisici non ha mai legato col tecnico Mourinho. Cosa ne è stato del giocatore che vinse il pallone d'oro con la maglia del Milan? E cosa ne sarà di questo?

ADEBAYOR: entra nella ripresa e tocca più volte i giocatori avversari che il pallone. Troppo nervoso, pensa maggiormente ad aggredire fisicamente i giocatori del Barcellona piuttosto che cercare di farsi notare col pallone tra i piedi. A tutt'oggi si può dire che il suo acquisto è stato abbastanza inutile, anche perché in panchina c'era un tal Benzema che, in fase realizzativa, da sicuramente maggiori garanzie.

MOURINHO: assente giustificato perché squalificato, resta in hotel a seguire la partita davanti alla tv. Fosse stato allo stadio sarebbe cambiato poco, ma la scelta di “lasciare” la squadra nel momento più difficile è l'emblema di come anch'egli credesse poco nella rimonta dei suoi. Che José non si senta a Madrid come si sentiva a Milano ormai lo sanno anche i muri, ma le sue reazioni dopo il match dell'andata e la sua “uscita di scena” questa sera, fanno capire come il prode Mou, quest'anno sia stato tutt'altro che “special”.