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Dopo 18 anni si separano le strade del Milan e di Massimo Ambrosini, capitano dell'era post Paolo Maldini. "Ho aspettato qualche giorno prima di parlare per smaltire un po' di amarezza. Voglio ringraziare tutti a partire dal presidente e da Galliani per 18 anni bellissimi, fino ad arrivare a quelli che non si vedono come tutti coloro che lavorano a Milanello. E poi naturalmente tutti i miei compagni di squadra che sono la cosa più bella di tutti questi anni", ha detto visibilmente emozionato 'Ambro' in conferenza stampa.
Il 36enne centrocampista, nonostante la separazione col Milan per il mancato rinnovo di contratto, ha sottolineato: "Io mi sento ancora un giocatore, gli attestati di stima che sto ricevendo me lo stanno facendo capire ancora di più e quindi continuerò a fare il calciatore". Ambrosini non ha nascosto la delusione per come è stato trattato il suo addio dal Milan: "Non tocca a me a dire se è giusta o sbagliata, non è una cosa scandalosa visto che ho 36 anni. Mi avrebbe fatto piacere magari se mi fosse stata comunicata con maggiore attenzione. Io avevo comunque capito un po' quali erano le intenzioni della società. Ho sempre accettato e rispettato la politica societaria, ma qualcosa lo avevo capito. Avrei voluto andare a salutare i tifosi, ma visto che non mi era stato comunicato ancora niente ho preferito non andare".
Sul futuro l'ex capitano rossonero non entra troppo nello specifico anche se non nasconde l'interesse della Fiorentina, che lo ha cercato al pari del West Ham: "Ora dovrò valutare le offerte che mi arriveranno. Fiorentina? E' una grandissima società allenata da un grande allenatore e con un grande progetto. Se si facessero avanti, sentirei la loro proposta". Ambrosini ha concluso con i ricordi: "Istanbul è una partita che tutti vorrebbero rigiocare, mentre la prima coppa alzata da capitano, cioè la Supercoppa Europea contro il Siviglia, non si può dimenticare mai. Ancelotti è il tecnico a cui devo di più".