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Ambra Nello dallo Stretto di Messina alla Grande Mela fino a Pechino

Pubblicato il 6 giugno 2026 alle 17:06
Categoria: Notizie di attualità
Autore: Wilma Gagliardi

 

Record assolutl (13 volte) della traversata che unisce Sicilia e Calabria. Una vita dedicata al riscatto sociale e ambientale.

di Giuliano Orlando

Ho conosciuto Ambra Nello alla Maratona di New York 2005, meglio, nel pullman allestito da Terra Mia, la storica agenzia di viaggi in Ferrara  fondata da Antonio Baldisserotto, che da oltre quarant’anni organizza maratone in tutto il mondo. Il mio debutto assoluto sulla maratona risale al 1983, e la città era Londra. Nell’occasione l’agenzia si chiamava Vorbas e tengo ancora la maglia gialla con scritta verde, che aveva messo nella sacca assieme ad altri indumenti. Per quanto riguarda New York, l’assaggio vero avvenne nel 2000 e confesso che la trovai tosta e per nulla facile. In particolare la parte finale che si snoda nel Central Park, dopo oltre trenta chilometri alle spalle, il percorso conclusivo quasi tutto in salita, con infiniti tornanti pesava e non poco sui muscoli. Terminai in 3h e 40 minuti, mentre il mio standard usuale oscillava attorno alle tre ore e mezzo. Avevo un precedente avvenuto nel 1987, in veste da inviato della rivista “Correre” diretta dall’amico e direttore Marco Marchei. Il mio compito era quello di intervistare i concorrenti per riportare le risposte e completare il servizio sulla mia impressione della corsa già molto popolare. Quella del 2005, era la mia quinta volta lungo le strade e i ponti della Grande Mela. Andai anche all’edizione 2001, con la metropoli blindata e deserta, gli elicotteri che sorvolavano il cielo e seguivano la sterminata fila dei maratoneti, mentre i resti delle Torri Gemelle erano ancora fumanti con l’acre odore della morte di quasi 3000 persone. Anche se molti mi sconsigliavano di andare, ritenevo fosse doveroso ricordarli partecipando alla maratona, la loro maratona.

Torniamo al 2005, la corsa l’avevo terminata da oltre un’ora, ma quell’extra tempo dovevi metterlo nel conto. Tagliato il traguardo ti metti in fila per ritirare il sacco gara, e ti accorgi che la fila è infinita. Infatti, quando va bene arrivi al nuovo traguardo, ben oltre la mezz’ora. All’arrivo ti danno una mantellina argentata, sottile e gelata, per evitare di raffreddarti! Giunti finalmente al pullman, peraltro quasi sempre affollatissimo, capisci che devi pazientare almeno il tempo che hai impiegato per ritirare la sacca. Aspettando quelli che hai preceduto. Per fortuna l’atmosfera è allegra e i complimenti reciproci si sprecano. In quell’occasione uno dei concorrenti appena salito, mi batte una mano sulla spalla, mi stringe la mano e si complimenta. “Sul ponte di Brooklyn, mi hai superato e ti rivedo adesso. Quanti anni hai?”. Preso alla sprovvista, dovetti rifletterci un attimo e risposi: “Sessantanove, compiuti in aprile”. Mi abbraccia e dice ai presenti: “Guardate questo giovanotto, è un fenomeno. Alla vigila dei 70 anni ha corso la maratona di New York in 3 ore e quaranta minuti. Io ne ho dieci meno e ho impiegato quasi 4 ore”.  Arrivarono gli applausi e da quel momento Ambra Nello diventò un amico.  A distanza di oltre vent’anni, ci sentiamo e ricordiamo i momenti inerenti le maratone corse assieme. La più importante nel 2006 in Cina, a Pechino, una trasferta indimenticabile, durata quasi un mese con l’opportunità di conoscere le altre metropoli. Oltre a Pechino, andammo a Nanchino, Shanghai e Canton, che trovai la più interessante ed europea.

Nei giorni precedenti, partecipammo ad una corsa di 5 km. sulla Grande Muraglia, ai cui piedi abbiamo trovato un chiosco dove potevi ordinare il Caffè Illy! Abbiamo attraversato l’immensa Piazza Tienanmen, nonostante il divieto dei poliziotti. La Città Proibita aperta ai turisti da pochi anni. L’esercito di creta dell’imperatore Qi, scoperto da un contadino che firmava i libri per i turisti. Visitammo un pastificio, e il responsabile sottolineò più volte che gli spaghetti sono una loro scoperta. Non trovammo più l’esercito di ciclisti, e tantomeno i motociclisti, Molte invece le auto, minuscole e decisamente lente per i nostri gusti. In quei giorni conobbi un decente di italiano che insegnava in una delle numerose università nella capitale. Mi informò sulla situazione della viabilità e di altro. “L’avvento delle auto a basso prezzo e le migliori condizioni economiche hanno eliminato di fatto i ciclisti, che per due sono stati sostituiti dai motociclisti, una novità accolta con entusiasmo esagerato. Nel giro di pochi mesi, le strade di Pechino vennero invase dalle moto. E quì successe l’imprevisto. Falcidia dei pedoni e livello preoccupante. I responsabili, diedero una successiva stagione per capire se la situazione poteva migliorare. Purtroppo avvenne il contrario, i motociclisti aumentarono e pure i pedoni investiti. Un mese dopo il comitato che aveva aperto alle moto, ordinò il divieto totale. Oggi ci sono enormi capannoni dove migliaia di moto arrugginiscono in attesa che vengano distrutte. Questa è la Cina odierna aperta al progresso, purchè non crei disastri”.                                                                                                                                              

Ci pensate alla differenza con l’Italia, dove per muovere un muro, ci vogliono mesi e mesi. Esagero? Vi racconto quanto sta avvenendo a Milano, nella zona Nord, esattamente vicino alla struttura ospedaliera del Niguarda. Nel 2012 la giunta comunale approvò un percorso tranviario che dal quartiere Greco avrebbe raggiunto il Pronto Soccorso appunto del Niguarda. Questo sulla carta. Tra corsi e ricorsi, la linea tranviaria sta realizzandosi oggi, primavera del 2026! Nel frattempo venne bocciata la Gronda Nord, una superstrada che avrebbe tagliato orizzontalmente un tratto che doveva collegarsi con la stazione della Bovisa e l’autostrada Torino-Venezia. Non solo, il piccolo Parco Nord grazie all’Unione Europea, che si assunse l’onere finanziario per dieci anni, divenne il parco cittadino più vasto del Continente. Fosse mancato quell’intervento sarebbe nata Milano 5, una montagna di cemento che avrebbe ospitato oltre 10.000 persone. A distanza di 14 anni, la montagna ha quindi partorito un topolino tranviario, nel segno di una burocrazia che vede l’Italia al primo posto in Europa e non solo.                                                                                   

 Adesso vengo a parlare di Ambra Nello, nato ad Acireale il 20 maggio 1946 e scopro quanto sia un personaggio eccezionale al di fuori delle maratone, disputate anche in Italia, a Padova, Palermo e Agrigento. Ex agente di commercio, nel 2027 festeggerà i 60 anni di matrimonio con Maria, assieme ai due figli Filippo e Giada, che lo hanno arricchito con due nipotini: Mattia e Michele. Completato il quadro di famiglia, passo alle molteplici attività di Nello, rivolte al miglioramento ambientale e sociale. Ex presidente provinciale del Panathlon International, stesso ruolo nell’Associazione “Noi per la salute” e del Comitato di quartiere di San Paolo. Per 40 anni donatore di sangue, testimonial della Fidas di Caltanissetta, infaticabile nel sensibilizzare i giovani di questa importante donazione. “Ho tenuto corsi nelle scuole superiori e con gli studenti universitari, sensibilizzato le forze dell’ordine e le varie istituzioni. Donare il sangue è un gesto nobile e generoso, capace di salvare molte vite”. Ha fatto trasformare nel rione San Paolo di Caltanissetta, un quartiere dormitorio in quello della rinascita, in grado di diventare un luogo dove arrivano famiglie anche da altri quartieri. Con i fondi del comune, il fondo in terra è stato asfaltato, sono nati i bagni per i portatori di handicap, posacenere, panchine e una vasta area con giochi per i più piccoli. E’ nata la Casa della Merenda, funziona una libreria, rastrelliera per le bici, spazio lettura e una giostra. “Tutto questo è stato reso possibile – precisa – grazie all’apporto volontario dei “tre moschettieri”: Filippo Madonia, Totò Scarpello e Ignazio Ferrazza!”                                                                                                                                                       

Una macchina tritabarriere, per aiutare a superare ciò che ostacola il miglioramento del quotidiano. Tutto questo è solo un segmento di quello che rappresenta il suo fiore all’occhiello. Da buon nisseno, trova il suo elemento naturale nel mare. “Ho iniziato parecchi anni fa con le traversate, che da sempre mi affascinano. Nel mio palmares figurano la “Nuotata Solidale Fidas” di Ischia, la “San Silvestro a mare”, che ha superato le 60 edizioni, alla quale ho partecipato per 18 volte. Poi la traversata dello Stretto di Messina, 2.600 metri all’andata e altrettanti al ritorno. Si parte da Punta Faro a Ganzirri (Messina) e si arriva a Cannitello (Villa San Giovanni). Nel 2024 ho raggiunto quota 13, che rappresenta il record assoluto. Arricchito dal miglior tempo di un’ora, 6 minuti e 50 secondi. In verità di tutti questi primati sono stato messo al corrente da altri. E la cosa mi ha fatto piacere, per un giovanotto che si avvicina alle 80 primavere, fissate nel 2027. L’anno scorso la traversata è saltata. Dovrebbe tornate quest’anno a luglio. Io sono pronto”. Ditemi, voi cari lettori, se Ambra Nello non è un personaggio da incorniciare e porre da esempio per i giovani?

Giuliano Orlando