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La fotogallery delle pagelle della Juventus Campione d'Italia
CONTE, voto 10
La vittoria è tutta sua. Prende una squadra reduce da due settimi posti consecutivi e la trascina allo scudetto: le sue parole chiave sono cultura, lavoro, sacrificio, sudore e trasformismo, e così è riuscito nell'impresa di non perdere neanche una partita. In estate aveva in mente il 4-2-4, ma le difficoltà di inserimento di Krasic e Elia e la crescente vitalità di Vidal lo hanno convinto subito a puntare sul 4-3-3, per poi concludere con il 3-5-2 con Vucinic più vicino alla porta. I suoi giocatori lo hanno seguito in tutto e per tutto, e lui ha saputo plasmare la squadra a sua immagine, senza guardare in faccia a nessuno e mantenendo un 'low profile' difficile per uno fumantino come lui. Juventino nel sangue.
PIRLO, voto 9
Una stagione incredibile quella del 'playmaker' bianconero. Ha giocato tutte le partite (a parte una, saltata per squalifica) con una qualità di gioco impressionante, distribuendo ben 12 assist e andando anche in rete per tre volte (lasciando perdere i rigori...sbagliati 2 su 2). Ha saputo interpretare al meglio il ruolo di mediano/regista, sfruttando benissimo le doti di corsa e inserimento dei vari Marchisio, Vidal, Lichsteiner and company. Ha dimostrato a tutti che non era affatto sulla via del tramonto, tirando fuori dal cilindro prestazioni straordinarie, e riuscendo nell'intento di sfilare al 'suo' Milan lo scudetto. Magico.
VIDAL, voto 8,5
Arrivato in sordina dal Bayer Leverkusen, nei piani estivi doveva essere l'escluso del 4-2-4 di marca 'contiana'. Ma quando l'allenatore leccese ha capito che 'il guerriero' non aveva bisogno di tempi di inserimento (vedi gol all'esordio con il Parma), ha subito cambiato modulo, adattandolo alla sua aggressività e alla sua corsa e alle sue doti di incursore. Nel finale di campionato si riscopre anche bomber, andando a segnare gol pesantissimi contro Napoli e Roma. Imprescindibile.
MARCHISIO, voto 8,5
E pensare che negli ultimi giorni di mercato della scorsa estate si vociferava di una sua possibile partenza. Soltanto illazioni, perché quella disputata da quello che con tutta probabilità sarà il futuro capitano bianconero è una stagione da incorniciare. Piazzato alla sinistra di Pirlo, nel centrocampo a tre, il 'piccolo Tardelli' ha siglato nove gol in campionato, tra cui la decisiva doppietta allo Juventus Stadium all'andata contro il Milan, e ha dimostrato di non essere affatto 'leggerino' come si pensava. Il futuro, bianconero e azzurro, è tutto suo. Principino.
BARZAGLI, voto 8,5
Prelevato lo scorso gennaio dal Wolfsburg a costo quasi zero, il centrale ex Palermo è tornato ad essere il muro che tutti i patrioti si ricordano al Mondiale 2006 con la maglia azzurra dell'Italia. Non ha sbagliato una partita, dimostrando che non serve spendere caterve di soldi per comprare presunti top player, quando ce li hai già in casa. Sia centrale nella difesa a 4, sia nella difesa a 3, l'ex Palermo ha dimostrato sicurezza, tempismo e carisma. Monumentale.
VUCINIC, voto 8
Il montenegrino è stato fortemente voluto da Antonio Conte per il reparto avanzato. Il tecnico bianconero lo ha trasformato, come detto dall'ex romanista stesso, in un gran corridore: infatti Vucinic è stato prezioso non solamente con le sue giocate sopraffine negli ultimi 16 metri, ma anche come 'attaccante totale', capace di ripiegare e dare una mano ai centrocampisti. Gol pochi, ma pesanti (l'ultimo a Cagliari nella sfida che sancisce il titolo), e in generale prestazioni che hanno fatto strabuzzare gli occhi allo Juventus Stadium, che fino ad ora lo avevano visto gigioneggiare in campo con la maglia della Roma. Cristallino.
DEL PIERO, voto 8
Un giocatore che a 38 anni ha vinto tutto e da ottobre sa che il contratto con la squadra della sua vita non sarà rinnovato, e che riesce ad essere comunque decisivo pur giocando solo scampoli di partite, si può chiamare solo Alessandro Del Piero. Il capitano bianconero è rimasto in silenzio, seduto in panchina aspettando il suo momento, e ha messo il sigillo sulle vittorie contro l'Inter, e, soprattutto, contro la Lazio, segnando la punizione decisiva a dieci minuti dal termine. Tutti i tifosi bianconeri sperano ancora in una sorpresina di Agnelli a fine campionato, anche se, per ammissione dello stesso Alex, sarà difficile. Eterno.
CHIELLINI, voto 8
Sempre pronto ad offrire la sua energia infinita, sia come terzino sinistro che come centrale di difesa. Il 'Chiello' si produce in una stagione strepitosa per continuità di rendimento e per personalità, andando a guidare con autorità il reparto meno battuto della Serie A. Riesce anche a togliersi la soddisfazione di andare in gol due volte, e in generale è il pilastro su cui puntare per un ciclo vincente. Tarzan.
LICHTSTEINER, voto 7,5
Lo svizzero è puntuale e preciso sulla corsia di destra. Apre le mercature della stagione bianconera con un gran gol alla prima giornata, e fa capire come il suo acquisto dalla Lazio sia stato davvero azzeccato: fornisce continuità e diverse soluzioni tattiche a Conte, pronto a schierarlo sia nella difesa a 4 che esterno largo nel 3-5-2, e sempre con la stessa efficacia. TAV.
MATRI, voto 7,5
Il 'Mitra Matri' è il bomber più prolifico della Juventus con 10 gol, molti dei quali decisivi (le doppiette al Genoa e all'Udinese, il gol vittoria contro Fiorentina e Lecce e il bellissimo 1-1 contro il Milan). In generale nella squadra tipo di Conte non c'è un centravanti titolare al fianco di Vucinic, ma l'ex Cagliari è forse quello che ha dimostrato di poter sposarsi meglio negli schemi del tecnico, appoggiando spesso la manovra, e fornendo anche qualche assist per gli inserimenti di Marchisio&co. In calo nell'ultima parte di stagione, ma i suoi centri (tutti bellissimi) valgono punti pesanti. Se riuscisse anche a segnare i cosiddetti 'gol sporchi' sarebbe lui il top player che Marotta sta cercando. Esteta.
BUFFON, voto 7,5
Subire solamente 18 gol in un campionato è un sogno per tutti i numeri uno del mondo. Gigi ha comandato per tutta la stagione la difesa meno battuta della A, con carisma e concedendosi anche di fare il cosiddetto 'libero aggiunto'. Forse troppo e infatti a Lecce arriva lo sbaglio che mette a repentaglio il titolo. Ma i bonus a sua disposizione sono infiniti, le poche volte - anche in questa stagione - in cui è stato chiamato in causa (la Juventus è la squadra che ha subito meno tiri in porta del campionato), si sono rivisti i riflessi del vecchio Buffon, quello del Mondiale 2006, e non quello che nelle ultime due stagioni ha dovuto raccogliere dalla porta palloni su palloni. E' anche merito delle sue manone se il gol fantasma di Muntari ha fatto discutere così tanto. Leader.
PEPE, voto 7,5
Chi all'asta del Fantacalcio pensava che le ali titolari del 4-2-4 fossero Krasic ed Elia, si sbagliava di grosso. Il buon Simone ha messo piede in campo si dalla prima partita e non è più uscito dagli schemi di Conte, innamorato della sua corsa e della sua duttilità. E l'ex Udinese non si è fatto pregare, dando subito anima e corpo (e gol) alla causa juventina, mollando la sua fascia solo nel finale di campionato, quando un infortunio alla spalla lo ha costretto al forfait. Soldatino.
BONUCCI, voto 7
Palla al piede è uno dei più forti in circolazione, per come imposta l'azione e per le qualità tecniche di cui dispone. Qualche errore difensivo nei primi mesi della stagione aveva fatto mugugnare la tifoseria e costretto la dirigenza a cercare sul mercato un difensore più affidabile. Conte lo ha sempre difeso, e nel finale di campionato ha trovato l'equilibrio con il 3-5-2, dove il centrale ex Bari funge da 'semi-libero', protetto da Barzagli e Chiellini, e dove è stato decisivo anche nell'area avversaria (vedi Napoli). Rigenerato.
GIACCHERINI, voto 7
Voluto da Conte negli ultimi giorni di mercato, il folletto ex Cesena è stato l'uomo in più del tecnico bianconero, e, quando chiamato in causa, ha sempre risposto presente, con prestazioni che hanno mixato corsa e qualità. Piano piano ha sempre preso più considerazione, e la sua disponibilità e la sua diligenza lo hanno sempre fatto preferire a uomini più 'quotati' come Krasic ed Elia. Fidato.
DE CEGLIE, voto 7
Stagione letteralmente in crescendo quella del giovane esterno di fascia sinistra. All'inizio Conte gli ha spesso preferito Chiellini, adattato come terzino, ma pian piano l'inedito numero 11 ha saputo conquistarsi il posto nel 3-5-2 come cursore mancino, sorprendendo tutti per la sua energia. Ora De Ceglie vuole continuare l'escalation anche in chiave azzurra. Cavallone.
QUAGLIARELLA, voto 7
Il 'Quaglia' parte con l'handicap del recupero dal gravissimo infortunio che lo ha tenuto fuori per la seconda parte della scorsa stagione, e le cui scorie si sono fatte sentire anche all'inizio di questa. L'attaccante napoletano, però, si è messo sotto, ha rifiutato la partenza a gennaio, e pian piano si è conquistato anche il posto da titolare, con i due gol consecutivi al Napoli e al Palermo. Scugnizzo.
AMAURI, voto 7
Zero presenze in bianconero, fuori dagli schemi e dal progetto tecnico di Antonio Conte, l'italo-brasiliano, trasferitosi a gennaio alla Fiorentina, è riuscito comunque nell'intento di partecipare alla festa scudetto, siglando il suo unico gol stagionale a San Siro nel finale contro il Milan, e firmando di fatto il definitivo sorpasso bianconero ai danni del Diavolo. Se non vuol dire essere decisivi questo. Eroe.
CACERES, voto 6,5
Acquisto (anzi ri-acquisto) di gennaio, preso come jolly difensivo, ma impiegato perlopiù come vice-Lichtsteiner, per far rifiatare lo svizzero in carenza di ossigeno. L'uruguaiano ha dimostrato corsa e qualità, disputando una partita 'monstre' contro l'Inter, sbloccando il match con un imperioso stacco di testa. Prezioso.
BORRIELLO, voto 6,5
Arrivato a gennaio tra i fischi per il suo presunto rifiuto alla Juventus l'estate prima (quando è poi passato dal Milan alla Roma), l'attaccante di scuola rossonera ha avuto un impatto non facile, con Conte che, più che metterlo in condizioni di segnare, gli ha chiesto un lavoro di sacrificio spalle alla porta. Ma, proprio quando l'apporto del napoletano sembrava davvero marginale, ecco che il numero 23 esce dalla panchina contro il Cesena e, sul risultato di 0-0, consegna tre punti pesantissimi alla Juve con un bellissimo sinistro al volo, ripetendosi quattro giorni dopo contro il Novara. Puntero.
ESTIGARRIBIA, voto 6,5
La sorpresa della scorsa Coppa America è entrato in punta di piedi nello spogliatoio juventino e ha saputo conquistarsi il suo ruolo molto meglio di come hanno fatto Krasic o Elia. Il paraguaiano è stato spesso utilizzato da Conte quando il tecnico ha voluto allargare la squadra e tenere bassa la difesa avversaria, sfruttando la sua spinta sul fronte mancino. Essenziale nella rimonta da 1-3 a 3-3 contro il Napoli, dove ha anche messo il suo sigillo. Ficcante.
PADOIN, voto 6
Voluto da Conte a gennaio per prendere il posto di Pazienza come rincalzo del centrocampo, l'ex atalantino non ha avuto molto spazio, ma quando è stato chiamato in causa ha dimostrato di saperci fare e di poter dare il suo contributo, come quando è andato in gol nel sonoro 5-0 della Juve contro la Fiorentina. Gregario.
MARRONE, voto 6
Il giovane centrocampista che Conte aveva già avuto a Siena si è confermato un ragazzo dal buon futuro. Proprio il tecnico a gennaio, quando sembrava che dovesse partire in prestito per mettere minuti nelle gambe, ha messo il veto, gettandolo anche nella mischia per dare qualità al centrocampo. E lui lo ha ripagato, trovando anche il modo di essere decisivo confezionando un assist 'alla Pirlo' per il gol di Giaccherini contro l'Atalanta. Brillante.
KRASIC, voto 5
Inspiegabile l'involuzione dell'esterno serbo, che all'inizio della scorsa stagione sembrava imprendibile sulla fascia destra, e che quest'anno Conte ha sempre accantonato, preferendogli uomini meno 'glamour' come Pepe o Giaccherini. Secondo il tecnico il biondo centrocampista ha pagato la non conoscenza della lingua e il mancato adattamento ai suoi schemi. Sicuro partente nel mercato estivo. Indisciplinato.
ELIA, voto 5
L'esterno olandese pagato a peso d'oro dall'Amburgo, dopo i 45' concessogli da Conte sotto il diluvio di Catania è finito nel dimenticatoio, per una situazione simile a quella di Krasic (poca conoscenza dell'italiano e un po' troppa indisciplina tattica). Nel finale è rispuntato improvvisamente, e ha anche sfiorato il gol contro il Novara, ma la sua stagione resta da film horror. Mistero.
I DESAPARECIDOS, senza voto
Iaquinta, Toni, Grosso. Gente che non ha mai visto il campo (se non il terzino ex Palermo, impiegato in situazione di forte emergenza), e che non hanno mai fatto parte del progetto di Antonio Conte. I due attaccanti sono partiti a gennaio (alla volta di Cesena il primo, negli Emirati il secondo), mentre Grosso è finito ai margini, mai convocato nella seconda parte di stagione. Ai margini.
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