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Perché il Milan ha perso lo scudetto? Lascia il tuo commento in fondo alla notizia
Era la grande favorita all'inizio della stagione, il Milan non poteva sbagliare. Con un Ibrahimovic mai così prolifico e una rosa - a detta di tutti - superiore alle altre squadre, il secondo scudetto consecutivo sembrava quasi scontato. Invece a vincere è stata la Juve di Antonio Conte. Più unita, più grintosa, con più fame. Dopo l’eliminazione in Champions e in Coppa Italia (sempre per mano dei bianconeri), la squadra di Allegri rimane con un pugno di cenere in mano e l’amarezza di aver buttato al vento una grande occasione. Molte le motivazioni che non hanno permesso ai rossoneri di aggiudicarsi il secondo titolo consecutivo. Ne abbiamo individuate undici. E voi cosa ne pensate? Perché il Milan non è riuscito a ripetersi? Di chi è la colpa? Qual è la causa principale della sconfitta? Come giudicate la stagione rossonera? Dite la vostra lasciando un commento sotto la notizia.
1 - Troppi infortuni
L'infermeria è sempre stata affollata e non è stata solo colpa del caso. Se gli stop di Cassano e Gattuso si possono considerare eccezionali, la stessa cosa non si può dire, ad esempio, per Thiago Silva. Il difensore brasiliano, rischiato in Coppa Italia contro la Juve e in campionato contro la Roma, ha saltato la fase finale e decisiva della stagione. Il derby è stato probabilmente l'emblema dell'annata rossonera con Abbiati, Muntari e Bonera costretti uscire per problemi muscolari, vero flagello di questa stagione.
2 - Il caso Pato
Un capitolo a parte merita la gestione dell'attaccante brasiliano che è riuscito a collezionare la "bellezza" di sole 18 presenze. Il numero 7 rossonero doveva essere l'arma in più del Milan ma le sue continue ricadute per guai muscolari sono diventate una sorta di mistero per lo staff medico rossonero. Per l’affaire Tevez, vedere sotto…
3 - Mercato invernale scadente
Mentre la Juventus acquistava Caceres dal Siviglia, il Milan si aggiudicava Mesbah dal Lecce. Fatta esclusione per l'ottimo impatto di Muntari e per alcune buone apparizioni di Maxi Lopez, i rossoneri non sono riusciti a rinforzare una rosa in grossa difficoltà, falcidiata dagli infortuni. Per non parlare del 13 gennaio quando Berlusconi blocca la cessione di Pato al Psg e l'acquisto ormai fatto di Tevez. Galliani è costretto a tornare da Londra abbandonando il sogno di portare l'Apache in rossonero. Da quel giorno il "papero" riesce a giocare solo qualche spezzone di partita. E pensare che l'anno scorso aveva segnato 14 gol in campionato come Ibra.
4 - La rinuncia a Pirlo
Forse l'errore più grave della dirigenza rossonera è stato quello di non rinnovare al centrocampista bresciano il contratto in scadenza. Pirlo infatti chiedeva un biennale, la società ha detto no ed il giocatore ha potuto così accordarsi con la Juve, risultando decisivo per la conquista del titolo.
5 - Il gol fantasma di Muntari
Sicuramente la rete del ghanese non convalidata contro la Juventus ha influito sul cammino del Milan. Ma la società rossonera, in particolare Galliani e Allegri, hanno sottolineato troppe volte il torto subito, dando così alibi ai giocatori che non si sono concentrati a dovere sulle partite che potevano regalare lo scudetto ai rossoneri.
6 - L'eliminazione in Champions
Lo scudetto è stato perso nelle sfide casalinghe con Fiorentina e Bologna, proprio a cavallo con i match giocati contro il Barcellona che hanno lasciato nei rossoneri un grosso contraccolpo psicologico. Gli uomini di Allegri, con la testa rivolta ai blaugrana, non sono riusciti a concentrarsi sulle decisive sfide di campionato ed hanno gettato via punti decisivi per il titolo.
7 - Imbarazzante score negli scontri diretti
I rossoneri hanno infatti vinto solo una volta, con l'Udinese in rimonta, contro le prime sei in classifica. Se è vero che lo scudetto si vince con le piccole, è altrettanto vero che portare a casa solo 7 punti in 10 incontri è un bottino decisamente non adeguato per una squadra che punta al titolo.
8 – Una difesa sempre diversa
Per gli infortuni e per scelte tecniche, Allegri ha cambiato sempre la coppia di centrali alternando, ai titolari Nesta-Thiago Silva, i vari Bonera, Yepes, Mexes non riuscendo ad uniformare e a compattare la fase difensiva spesso in difficoltà.
9 - Tutto nelle mani di Ibra
Il campione svedese ha disputato la migliore stagione della sua vita con 35 reti ma Allegri troppo spesso si è affidato al suo fuoriclasse sperando che potesse risolvere le partite. Robinho, Pato, Boateng, Maxi Lopez, El Shaarawy e Inzaghi per vari motivi non sono riusciti ad affiancare al meglio il bomber rossonero che, solo nelle ultime partite, ha ritrovato Cassano, suo partner ideale.
10 - Sfortuna negli arbitraggi
Il Milan può recriminare anche per alcune decisioni arbitrali che hanno di certo influito sulla stagione rossonera. A Firenze due rigori non dati e un gol annullato a Seedorf hanno fatto gridare allo scandalo il popolo milanista. Con la Lazio all'Olimpico un fallo di mano nettissimo in area di Dias non viene visto dall'arbitro. Il famoso gol fantasma di Muntari con la Juve è riecheggiato fino al termine del campionato. Da segnalare anche il gol non gol di Robinho a Catania seppure fosse impossibile stabilire se la palla fosse completamente entrata.
11 - Nessuna variante tattica
Allegri non ha mai voluto snaturare il suo 4-3-1-2 nonostante le molte assenze. Ha provato anche Emanuelson, acquistato come terzino, dietro le punte con risultati non proprio esaltanti. L'infortunio di Boateng ha inciso non poco sulle scelte del mister che aveva puntato sul ghanese per poter dare quantità e qualità alle spalle di Ibra.
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