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"Il mio futuro? Lo vedo nella Roma, spero di giocare fino a 37 anni ad un certo livello". Sono queste le parole di Rodrigo Taddei, intervenuto oggi a Radio2 nella trasmissione "SuperMax" di Max Giusti.
"Io sto benissimo qui - continua Taddei - e spero di finire la mia carriera a Roma. Poi nel calcio non si sa mai. Dopo vorrei diventare allenatore dei bambini, perché sono la cosa più pura che c'è, giocano per passione e non per soldi". In questa stagione l'italo brasiliano ha giocato da esterno a destra e a sinistra. "Come gestisco la mia duttilità? Ho la fortuna - spiega Taddei - di avere la capacità di giocare in molti ruoli. In Brasile ho giocato addirittura in porta. Ho preso gol su rigore ma lo ha calciato Romario".
Parlando poi di allenatori, Taddei giudica lo spagnolo Luis Enrique, suo attuale tecnico, "un motivatore", mentre Claudio Ranieri è "un signore" ed il suo primo allenatore alla Roma, Luciano Spalletti, "un matto". Infine il terzino giallorosso traccia un bilancio dei due gol che hanno contraddistinto la sua permanenza alla Roma: "Il più importante? Sicuramente quello contro il Real Madrid in Champions League il giorno prima del mio compleanno. Mi sono fatto un bel regalo. Il più bello è invece quello segnato tre anni fa contro il Cagliari. Cross di Panucci e in rovesciata l'ho messa sotto l'incrocio".