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"Ho sbagliato tutto, al 100%. Quello che funziona è colpa mia, le cose positive sono merito dei calciatori". Non usa giri di parole Luis Enrique per identificarsi quale responsabile unico del fallimento della Roma, che dopo nove mesi di gestione dello spagnolo continua ad incappare in bassi preoccupanti, ultimo lo 0-4 dello Juventus Stadium di domenica scorsa. "So che è difficile da spiegare una sconfitta del genere e che è bruttissima - afferma in conferenza stampa -. Facciamo arrabbiare i nostri tifosi, ed è giusto, e siamo più delusi. Non ho mai nascosto la mia responsabilità e tutto quello che rappresenta essere l'allenatore della Roma".
La Roma, nonostante il disastroso ruolino di marcia lontano dall'Olimpico, resta in corsa per l'Europa: "Siamo ancora in lotta per la Champions, anche se a 5 punti non siamo troppo vicini -. Questa è la verità, poi ognuno ha il suo pensiero: gli allenatori si giudicano per i risultati". Quanto alla formazione schierata contro la Juventus, con Totti in panchina e De Rossi centrale difensivo, Luis Enrique difende le proprie scelte: "Totti è il calciatore più importante della squadra, ma ha 35 anni e non giocherà fino a 50 - precisa -. Il futuro della Roma è senza Francesco in campo, non si può pensare che senza di lui sia tutto finito. I giocatori dovranno abituarsi, non giocherà per tutta la vita".
La dirigenza non ha mai messo in discussione la presenza dello spagnolo sulla panchina giallorossa anche nella prossima stagione: "Io qui 10 anni? Se lo ripetessi ora, qualcuno si dispererebbe - scherza -. Tranquilli che non starò qui nemmeno per 5".