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Sconfitta nel derby ma proiettata al futuro. La Roma di Luis Enrique ha già dimenticato l'1-2 nella stracittadina della capitale e pensa esclusivamente al Palermo, avversario dell'ottava giornata di serie A: "Il derby è passato, ora aspettiamo il prossimo con voglia di vincere - afferma il tecnico spagnolo -. Contro la Lazio mi sono piaciuti i primi 10 minuti, poi siamo arretrati in maniera eccessiva. Questa però è la strada e io devo convincere i miei calciatori. Il processo non è facile, lo sappiamo".
Luis Enrique, lo ha detto anche il direttore generale Franco Baldini, è un allenatore con grande personalità, in grado di ottenere la fiducia dei suoi giocatori: "Io so che tecnico sono, so che devo imparare. Non ho bisogno di essere considerato 'top' o 'tap' - prosegue -: non conta, così come non conterebbe se qualcuno mi giudicasse in maniera negativa. E' importante essere un buon allenatore e contano solo i risultati. Lavoriamo con tranquillità e vediamo tra 8-9 mesi: dobbiamo sempre provare a imporre il nostro gioco, non ho intenzione di cambiare. Il possesso di palla rimane la chiave - chiarisce l'ex Barcellona -. Dall'inizio di questa avventura so di aver commesso tanti errori, ma non sono una macchina. Devo fare scelte e posso sbagliare".
Il Palermo arriva all'Olimpico dopo lo 0-3 di San Siro contro il Milan: "Dopo una partita di tale intensità come quella di domenica, pensavo fosse difficile ricominciare a lavorare. Invece, la squadra ha dato il 100% ed è pronta ad affrontare il Palermo - spiega Luis Enrique - Ci sono 9 punti in gioco. Chi li conquista tutti, o magari ne fa 7, può salire molto in classifica".