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Con il senno del poi si possono fare mille ragionamenti. Noi abbiamo sempre pensato che Alexandre Pato sia un grande potenziale del Milan, un patrimonio da non sperperare. Però, c'è una condizione imprescindibile: che Pato stia bene, mentalmente e psicologicamente. E invece siamo in una fase sempre più critica: il brasiliano si ferma ogni dieci giorni, non riesce a giocare due partite di fila, quando va in campo sembra svogliato e demotivato.
Domanda: che fine ha fatto il talento che spaccava in due le difese? Altra domanda: ma il Milan si è forse pentito di aver bloccato Pato a gennaio quando lo aveva praticamente ceduto al Psg per spianare la strada a Tevez? Questi interrogativi presto troveranno una risposta. E il tormentone, inevitabilmente, ripartirà.