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"Voglio pensare che Monti si sia espresso da tifoso, da persona normale, non da presidente del Consiglio". Commenta così il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, l'ipotesi paventata da Mario Monti ieri di fermare il mondo del calcio per due o tre anni in seguito allo scandalo scommesse. "Da premier dovrebbe sapere bene quanto denaro dà alle casse dello Stato e quanto lavoro dà il movimento calcio che muove milioni se non miliardi di euro. Il presidente, che è un uomo di economia ha parlato da semplice Mario Monti - continua Ghirardi a Sky Sport 24 -, tifoso amareggiato. Se indossasse i panni del premier, sono sicuro che non penserebbe al possibile vantaggio nel fermare il calcio".
In modo particolare, sul calcioscommesse, Ghirardi chiede che la giustizia faccia il suo corso utilizzando tutto il tempo necessario: "Odio quando prima arrivano punti di penalizzazione, poi dopo un mese c'è il ribaltamento della pena. Odio quello che è successo tra Padova e Torino che prima hanno avuto un risultato, poi un altro, poi un altro ancora. Bisogna essere rigidi e chiari - aggiunge il patron del Parma -. Rinviamo anche di un mese la partenza del campionato, ma non falsiamo le cose con penalizzazioni messe, poi tolte e poi rimesse di nuovo".
Infine Ghirardi si complimenta con la decisione della Figc di non far disputare ieri a Parma il match Italia-Lussemburgo: "Lo stadio tremava. Era assolutamente impensabile giocare quando a 30-40 chilometri di distanza ci sono morti, feriti, sfollati, chiese e fabbriche crollate".