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Quella di Emiliano Mondonico è una storia bellissima che merita di essere raccontata. Il tecnico di Rivolta d'Adda torna in panchina a Novara dopo avere vinto la sua battaglia più importante, quella contro il tumore che l'aveva costretto a lasciare il calcio la scorsa estate. "Il primo pensiero è che si è chiuso il cerchio - dice Mondonico ai microfoni di Radio Sportiva -. Alla fine di gennaio scorso l'operazione, a distanza di un anno il caso vuole che torni a fare la vita che ho sempre fatto. Dispiace per Tesser, durante i miei momenti difficili si è sempre interessato e mi è stato vicino: il calcio e la vita sono fatti anche di queste cose. Mi auguro che il Novara possa far bene, i meriti sarebbero soprattutto i suoi".
Mondonico non nasconde la voglia di tornare ad assaporare le emozioni del grande calcio: "Ci sono tante persone che ci girano intorno, come sempre c'è il buono e il cattivo. Ma questo lo pensavo anche quando stavo dentro, troppa gente che ha interessi collegati. Tutti teniamo famiglia ma c'è chi fa bene il suo lavoro e altri con cui bisogna convivere, ma a cui non ci si può sottomettere. Io sono innamorato del mondo del calcio, poi è ovvio c'è il buono e il cattivo come in tutto. Ognuno risponderà a chi di dovere, personalmente il calcio non mi sembra così stravolto, credo che abbia ancora tante emozioni da regalare".