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Filippo Inzaghi, a 38 anni suonati, non ne vuole sapere di mollare. Vuole giocare e segnare per il suo Milan. Ieri contro il Catania Allegri gli ha concesso una decina di minuti e Super Pippo ha sfiorato il gol. "Se a 38 anni mi viene privato di giocare a calcio impazzisco - ha detto a margine della presentazione del libro 'Superpippo re del gol', il cui ricavato andrà in favore della lotta alla sclerosi multipla - anche se devo ammettere che sarebbe un peccato non finire con questa maglia, sento che qui tutti mi vogliono bene".
Inzaghi sa che a Milanello tutti lo adorano e per i tifosi è sempre un idolo: "Da due mesi mi alleno con la squadra, sono contento anche di aver dimostrato di stare bene. il Milan ha la priorità, io non sarò mai un problema per questa squadra. I tifosi mi fanno venire i brividi. Cerco di andare avanti e spero di essere ancora importante per questa società, secondo me posso ancora fare bene".
Nonostante alcune squadre ci abbiano provato, Inzaghi pensa solo al Milan e smentisce attriti con il tecnico: "Il mio sogno è ancora chiudere qua. Allegri? Rispetto le decisioni del tecnico, la mia arrabbiatura dura al massimo dieci minuti, il mister mi ha spiegato le sue scelte, ho cercato di accettarle. Mi alleno con l'intensità di uno che partirà titolare". Super Pippo chiude parlando della Champions, la sua ossessione: "Mi sono messo in testa di aver preso 6 giornate di squalifica, ne mancano due".