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Dopo il gol non visto di Muntari in Milan-Juventus, la 26esima giornata di Serie A ha fatto registrare altri tre casi simili: Sculli in Lecce-Genoa, Borini in Roma-Lazio e Izco in Inter-Catania. A differenza di quanto accadde sabato scorso, arbitro e guardalinee hanno giustamente assegnato i gol.
Magra consolazione per il vicepresidente del Milan Adriano Galliani: "Ma non potevano vederli come ieri anche una settimana fa?", si chiede il dirigente rossonero che evita qualsiasi polemiche sul gol in sospetto fuorigioco dello juventino De Ceglie contro il Chievo: "Non mi sono mai arrabbiato per i fuorigioco, sono di una difficoltà pazzesca e i guardalinee sono dei geni quando li beccano - aggiunge Galliani -. Capisco anche che i rigori sono difficili da vedere, ma non capisco come si fa a non dare un gol con il pallone dentro di un metro. Tra l'altro quello di ieri a Roma era a mezza altezza e quindi più difficile da vedere di quello del Milan con il pallone rasoterra".
La tripletta di Palermo, intanto, rilancia le quotazioni di Zlatan Ibrahimovic in ottica Pallone d'Oro, ma Galliani frena: "Dipende dal Milan, non solo da Ibrahimovic. Lo scudetto non basta, il Pallone d'Oro di solito va a chi vince una Champions o un Mondiale. Se l'Italia avesse perso la finale della Coppa del Mondo, Cannavaro non avrebbe ricevuto il Pallone d'Oro. Serve un traguardo di squadra importante, altrimenti quel premio individuale non lo vince nemmeno il più grande giocatore al mondo. E a me piacerebbe molto che Ibra ci riuscisse".