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Milan, Cassano: "Ho avuto paura di morire"

Pubblicato il 5 aprile 2012 alle 18:50:09
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Pochi giorni fa ha ottenuto l'idoneità agonistica dall'Istituto di medicina dello sport. Antonio Cassano può tornare a giocare, a poco più di 5 mesi dall'ictus ischemico che lo colpì di ritorno dalla trasferta di Roma: "Ho avuto paura di morire - confessa ai microfoni di Studio Sport, notiziario di Italia Uno -. E anche passata quella, ho pensato di smettere con il calcio".

Ripresi gli allenamenti con il gruppo, il fantasista barese è a disposizione di Massimiliano Allegri, che potrà finalmente contare su uno dei giocatori più geniali della rosa rossonera. Cassano freme: "Sono pronto a tornare - afferma -, magari già sabato con la Fiorentina".

"Devo dire la verità: un po' di paura l'ho avuta, specialmente per i miei cari. Per circa 36 ore non ci ho capito più nulla, facevo fatica a parlare, non ricordavo cosa mi succedeva. Ma l'importante è che sia tutto passato: da Mourinho a Del Neri, anche Iniesta, tutto il mondo mi ha chiamato. Ho capito quanta gente tenga a me, prima come uomo che come calciatore. Mi ha fatto piacere che tutti i tifosi abbiano capito il problema che ho avuto e per questo li ringrazio".

Il grazie più grande Antonio lo rivolge al Milan: " Se tutto questo mi fosse successo in un'altra società non so se mi avrebbero curato come qui: voglio ringraziare il presidente Berlusconi, Barbara e il dottor Galliani che nel periodo più buio mi è stato molto vicino. E soprattutto voglio ringraziare chi mi ha salvato la vita, il dottor Tavana: se non ci fosse stato lui a prendermi per i capelli non so se a quest’ora ero ancora in questo mondo".

Ora è il momento di rientrare in campo, anche in vista degli Europei: "Una grande spinta per rientrare sui campi me l'ha data anche Cesare Prandelli - ammette -. È stato fondamentale per il mio recupero: l'ha sempre detto a tutti e specialmente a me che mi avrebbe aspettato. La mia forma fisica? I piedi sono sempre buoni, devo capire se sono ingrassato. Se torno è sto bene allora ok, se mi accorgo che non sto più bene ringrazio tutti e me ne vado a casa: voglio che la gente si ricordi del Cassano buono, non voglio fare compassione".