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"Brocchi non doveva accettare il ruolo di allenatore del Milan, ma lo capisco". Zvone Boban è critico, non è una novità, ma non punta certo il dito contro il nuovo tecnico: dopo il fischiatissimo 3-3 dei rossoneri a San Siro contro il Frosinone, la ramanzina è a un livello più alto. "Brocchi non ha colpe, a parte quella di non aver capito che la faccenda era più grande di lui - afferma a Radio Anch'io Lo Sport l'ex centrocampista croato -. Il problema è che adesso nel club c'è confusione totale, disordine in società, ruoli doppi e indefiniti, non da Berlusconi. La situazione è cambiata da dieci anni, il presidente avrebbe dovuto proteggere la sua storia".
E pensare che Brocchi ha visto una buona prova della sua squadra: "Non penso sia positivo stare 0-2 e poi 1-3, per poi rimontare in extremis con due rigori strani - va giù duro Boban, che poi corregge il tiro -. E' vero, la reazione c'è stata e anche le occasioni, ma se guardiamo più in alto vediamo un dramma che sta frantumando il Milan e lo sta portando dove non era più stato negli ultimi trent'anni". Insomma, mandare via Mihajlovic non è stata una bella mossa: "Sinisa era riuscito a creare un team che respirava insieme e stava facendo discretamente bene - è l'elogio di Zvone -. Come carattere è un piccolo Simeone, ma non ancora così affermato".
Sul banco degli imputati ci finisce naturalmente anche l'ad Galliani: "E' un grande manager, ma l'area tecnica è un'altra cosa - dichiara, aprendo poi legato all'esclusione di Paolo Maldini dalla società -. Per quello che è stato e per la sua integrità morale, bon vederlo nel Milan non è assurdo, è molto peggio". L'augurio di Boban è dunque quello che possano entrare nuovi capitali per rimettere nuove solide basi: "Gli investitori stranieri sono una realtà che sta avvenendo in tutto il mondo. E' vero, c'è un rammarico rommantico, ma va accettato".