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Ormai manca solo l'ufficialità: Luis Enrique non sarà più l'allenatore della Roma. L'asturiano ha comunicato ai suoi calciatori la scelta di abbandonare il club giallorosso nonostante la società gli avesse confermato la fiducia anche per la prossima stagione. L'esperienza italiana è stata per Luis Enrique più difficile del previsto. Sbarcato a Roma come il nuovo Guardiola, lo spagnolo ha stuzzicato subito la fantasia dei tifosi promettendo una Roma in stile Barcellona che avrebbe aperto un ciclo importante negli anni a venire.
Ma il campionato italiano non è quello spagnolo, e nell'arco della stagione i giallorossi hanno dimostrato di giocare un calcio che, con gli uomini a disposizione, non è apparso realizzabile. Luis Enrique è convinto di aver fallito, arrendendosi ad un ambiente a sua detta troppo difficile da gestire, e capendo che la sua filosofia di intendere il calcio non poteva fruttare in tempi brevi.
La società non ha mai messo in discussione il suo operato, confermandogli sempre la fiducia anche nei momenti più delicati quando la squadra destava parecchie perplessità. Proviamo ora a considerare gli aspetti positivi e negativi della gestione Luis Enrique.
ASPETTI NEGATIVI:
- I RISULTATI: eliminazione cocente ai preliminari di Europa League, due sconfitte nei derby, 52 reti subite con un totale di ben 14 sconfitte in campionato. I giallorossi sono settimi in classifica e il prossimo non giocheranno le coppe europee;
- LO STILE DI GIOCO: l'idea di far giocare la squadra in stile Barcellona è lodevole, peccato che i giocatori a disposizione non siano all'altezza di quelli blaugrana e il campionato italiano sia molto complicato tatticamente. La Roma ha incassato in più occasioni sonore sconfitte con una fase difensiva quasi assente;
- LA PRESSIONE DELLA PIAZZA: Luis Enrique ha dimostrato di soffrire le polemiche e le aspirazioni di una piazza da sempre esigente, faticando a convivere con un'atmosfera mai distesa e serena. Forse la vera causa della resa.
ASPETTI POSITIVI:
- LA FIDUCIA DELLA SOCIETA': i dirigenti non hanno mai messo in discussione la posizione del tecnico, dandogli fiducia anche nei momenti più delicati, e mettendolo al centro di un progetto da verificare nel corso degli anni;
- L'APPOGGIO DELLA SQUADRA: il gruppo si è sempre schierato dalla parte dell'allenatore, creando un forte legame affettivo e di rispetto reciproco;
- GLI IDEALI: la filosofia di gioco divertente e i metodi di lavoro innovativi sono comunque una ventata di aria fresca in un calcio tattico e pragmatico come quello italiano.
E tu cosa ne pensi? Il tecnico, sfiduciato dai risultati e logorato dalle pressioni della piazza, ha fatto bene a dire basta o si è arreso troppo in fretta?