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La World Boxing (175 nazioni) apre alla Bielorussia e ai pugili russi verso i Giochi 2028

Pubblicato il 19 maggio 2026 alle 16:05
Categoria: Boxe
Autore: Redazione datasport.it

 

 Il calendario che porta a Los Angeles. A Belgrado, Irma Testa si ferma all’argento.

di Giuliano Orlando

Seguendo le raccomandazioni del CIO, la World Boxing apre alla Bielorussia e accetta i russi in una squadra denominata AIN (Atleti Individuali Neutri)), senza bandiera, uniforme e inno nazionale, in proiezione ai 34° Giochi di Los Angeles 2028. Lo ha confermato Gennady Golovkin, presidente della WB che gestirà tutta l’organizzazione dei tornei. Definito il tracciato con un documento ufficiale. Sia le qualificazioni di ogni continente, che i tornei di recupero e i mondiali a cominciare da quello di Astana in Kazakistan fissato in aprile 2027, dove verranno assegnati i primi 44 pass (22 ai maschi e altrettanti alle donne). I cinque tornei continentali (Europa, Asia, Africa, Oceania e i Panamericani) si svolgeranno nel 2027 con possibile sforamento nel 2028. Per partecipare è obbligatorio essere affiliati alla World Boxing, quindi la Bielorussia dovrà entrare nell’ente. Resta il problema della Russia esclusa dal CIO. Essendo l’iscrizione personale, ogni qualificato non avrà nazionalità. Resta da sapere come si comporterà la federazione russa, legata all’IBA, se lascerà agli atleti libera scelta. Smentendo di fatto la propria filosofia.                                      

In totale si disputeranno le selezioni continentali e due tornei di recupero che avranno luogo nel 2028. Le categorie resteranno sette come a Parigi, mentre gli atleti scenderanno da 126 a 124, in pratica il minimo storico. Lo stesso numero di categorie dei Giochi 1904 a St. Louis, le prime per il pugilato, sette finali, con tutti pugili USA! Nella storia dei Giochi, solo nel lontano 1908 a Londra, presenti 31 atleti: Danimarca (1), Australia (1), Francia (5) e Gran Bretagna (24), le finali scesero a cinque. Nove finali nelle edizioni dal 1920 al 1948 l’edizione del dopoguerra a Londra. Nel 1952 a Helsinki In Finlandia salirono a dieci e tali restarono fino a Tokyo 1964. Quattro anni dopo a Città del Messico furono undici le finali, come a Monaco ’72, Montreal ’76, Mosca ’80. Salirono a 12 nel 1984 a Los Angeles proseguendo a Seul ‘88, Barcellona ’92 e Atlanta ’96. A Sydney nel 2000, tornarono a 11 proseguendo ad Atene 2004 e Pechino 2008. A Londra 2012 fissarono a 10 le categorie, idem a Rio 2016. Nel 2021, col caos del Covid e la guerra tra l’IBA e il CIO, a Tokyo scesero a 8, mentre a Parigi 2024, l’ulteriore snellimento a sette. A questo punto siamo alla frutta.

Lontani anni luce dall’edizione sempre a Los Angeles ’84, Seul ’88 dove in alcune categorie si partiva dai 32° e le categorie come detto sopra erano 12, fino al 1996 ad Atlanta. Poi inizia la discesa. Nel 2012 esordiscono le donne. A Londra e Rio del Janeiro 2016 tre le categorie, cinque a Tokyo nel 2021 e sei a Parigi 2024. Stavolta salgono a sette, per la prima volta, lo stesso numero dei maschi, record assoluto, anche se riducono la presenza, da 126 a 124, comunque meglio che a Tokyo dove furono presenti in 100. Cambiano i pesi. Gli uomini partono da 55 kg. (18); 60 (18); 65 (20), 70 (20); 80 (16), 90 (16) e +91 (16). Femminile: 51 (18), 54 (18); 60 (20); 65 (18); 70 (16); 75 (16): 248 in tutto.  L’accesso ai Giochi fissa al primo gennaio 1988 al 31 dicembre 2009, dai 19 ai 40 anni. Gli USA nazione ospitante avrà diritto a 6 pass (3-3), mentre una commissione speciale assegnerà a discrezione 8 ticket (4-4).  Obbligatorio prendere parte ad almeno un torneo ed entrare nei qualificati. I Giochi si svolgeranno dal 15 al 23 luglio (eliminatorie), il 24, 25 e 26 accesso alle semifinali. Dal 27 al 30 luglio si assegnano le medaglie.  

A metà maggio, nella capitale serba, si è svolto il Belgrado Winner, giunto alla 63° edizione. 24 le nazioni presenti: Canada (7-2), Cuba (5-0), Kazakistan (12-0), Corea S. (0-5), Sud Africa (7-1), Armenia (6-0), Filippine  (3-1),Bosnia Herzegovina (1-0), Azerbajan (1-0), Bulgaria (4-1), CZE (1-0), Spagna (1-9), Grecia (0-8), Ungheria (6-4), Moldovia (2-0), Macedonia (2-1), Montenegro (2-1), Romania (3-0), Slovenia (1-0), Galles (3-2), Serbia (12-13), Turchia (13-11), Ucraina (17-9) e Italia (3-2) per un totale di 182 atleti, 112 maschi e 70 donne. Per alcune nazioni presenza simbolica, alcune hanno scelto i maschi, altre le donne. Tra Kazakistan, Turchia, Serbia, Ucraina e Spagna nazioni in doppia cifra, sono arrivati 97 atleti, oltre la metà dei presenti. Pochi i big delle varie nazioni, molti i giovani in fase sperimentale. Il medagliere femminile premia con l’oro Turchia (3), Corea S. e Serbia (2), Bulgaria e Filippine (1). Quello maschile vede la Serbia (2) avanti, mentre Filippine, Kazakistan, Armenia, Montenegro, Ucraina, Romania, Cuba e Turchia con un oro. Cuba ha portato quattro campioni nazionali: 55 Deibys, 60 Henrique Vinsent; 70 Jorge Cuellar e il 90 kg. Nelson Williams, unico nome nuovo, oltre al +90 Yobl Duverpoil. Sono lontani i tempi nei quali la nazione caraibica faceva paura a tutti. A Belgrado ha vinto l’oro solo con Nelson (3-2), contro il kazako Betaev. L’argento con Vinsent, battuto in finale dall’altro kazako Tulebek (5-0).                                                                                                                                               

 Il bilancio italiano è di un bronzo con Ciro Delli Curti negli 80 e l’argento di Irma Testa nei 60. Secondo il sito FPI, la farfalla ha ripreso a volare. L’azzurra, 28 anni, ha battuto la turca Lok e la giovane serba Goikovic. Sconfitta in finale dalla padrona di casa Natalija Shadrina con un 5-0 sconfortante: un giudice ha segnato 30-25, altri due 30-26, gli altri 29-27. Certo l’ex russa non è l’ultima arrivata, alle spalle ha una carriera che si avvina ai 15 anni di attività, da russa ha preso parte ai campionati nazionali con un record particolare, presente a sette edizioni, dal 2012 al 2018, ha raccolto sei argenti, mai l’oro. Passata serba nel 2020, dopo aver preso parte ai mondiali 2019 nella lontana Ulan Ude, per la nazione di nascita, giungendo ai quarti, ha preso parte ad altre tre edizioni (2022, 2023), trovando finalmente il bronzo nel 2025 a Belgrado. Nel 2024 sempre a Belgrado ha centrato l’oro. Molto bene ma ha 36 anni, contro i 28 dell’azzurra. Stiamo parlando di un’atleta attiva dal 2012 (151-32), bronzo olimpionico, oro mondiale. E’ anche vero che la campana ha ripreso dopo mesi di sosta, ma personalmente non me la sento di condividere che la farfalla ha ripreso a volare. Non mi meraviglio che i commenti del sito, falsino la verità, convinti che i lettori siano tutti citrulli. Nota positiva per Karpula (70) che all’esordio ha battuto l’ucraino Kryzhanskyi, dopo una bella battaglia. Peccato non abbia potuto proseguire per infortunio (ferita?). La Prisciandario (48) e Camiolo (55) fuori all’esordio.                                                                                                                                                 

Non finirò mai di rilevare l’incapacità del sito federale di informare decentemente l’attività nazionale e internazionale. Fermandosi al risultato generale, senza mai entrare nel dettaglio. L’ultimo capolavoro riguarda la riunione del 4 giugno. Ecco come è stata presentata. Possis nihil urbe Roma visere maius» (Orazio, Carmen Saeculare) Roma, 4/7/2026 - Sarà uno spettacolo …. Capitale. Org.  FPI - TAF - De Carolis Promotion. Non servono commenti.                                                                                                        

Sconcertante che il presidente, molto attento su altri temi, non sia in grado di intervenire per migliorare l’andazzo attuale.

Giuliano Orlando