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La diciannovesima tappa del Giro d’Italia 2026 propone il tappone dolomitico più atteso della corsa rosa: 151 chilometri da Feltre ad Alleghe-Piani di Pezzè, con oltre 5.000 metri di dislivello concentrati quasi interamente negli ultimi cento chilometri. Una giornata destinata a incidere sulla classifica generale e, forse, a consegnare un verdetto definitivo nella lotta per la maglia rosa.
Nel cuore delle Dolomiti bellunesi, il percorso attraversa sei Gran Premi della Montagna in successione: Passo Duran, Coi, Forcella Staulanza, Passo Giau, Passo Falzarego e l’ascesa conclusiva verso i Piani di Pezzè. Il momento chiave è rappresentato dal Passo Giau, Cima Coppi dell’edizione numero 109 del Giro, con i suoi 2.236 metri di quota e un versante severissimo da Selva di Cadore: quasi dieci chilometri oltre il 9% medio, con lunghi tratti in doppia cifra.
Dopo il Falzarego, dove il Red Bull KM assegnerà preziosi abbuoni, la corsa si dirigerà verso Alleghe per l’ultima salita: cinque chilometri al 9,6% medio su strada stretta e tortuosa, con l’ultimo chilometro stabilmente attorno all’11%. È qui che Jonas Vingegaard, saldo in maglia rosa, proverà a consolidare il proprio dominio conquistando anche l’arrivo in quota. Alle sue spalle resta aperta la lotta per il podio, con Gall e Arensman chiamati a difendersi dagli attacchi degli uomini più brillanti della terza settimana.
Grande attenzione anche agli italiani: Davide Piganzoli e Damiano Caruso puntano a confermarsi nella top ten al termine di una frazione che promette distacchi importanti. La tappa è partita con il ritiro di Jhonatan Narváez nei primi chilometri, episodio che ha ulteriormente segnato una giornata già annunciata come decisiva.