*/
"Bisogna condannare gli episodi di ieri, non è possibile andare avanti così". Il presidente del Genoa Enrico Preziosi, ai microfoni di Radio Anch'io lo Sport, commenta i fatti che sono accaduti nel pomeriggio di domenica, all'inizio del secondo tempo di Genoa-Siena, quando, sul 4-0 dei toscani sui rossoblù, una falange di 'pseudo-tifosi' hanno lanciato dei fumogeni in campo e bloccato l'accesso negli spogliatoi dei giocatori del Grifone: "E' una cosa inaccettabile, non bisogna fare finta di niente, e non lo dico solo per il Genoa, ma per tutto il calcio. Come mai 60-70 persone prevaricano 25.000 tifosi tranquilli?. Questa gente va in trasferta pensando di difendere i propri colori, poi chiede ai giocatori di togliersi le maglie. In Italia non c'è la cultura dello sport in questo paese, c'è la cultura del tifo: non si accettano le sconfitte, perdere una partita è un dramma. Il Genoa, tra l'altro, non è ancora retrocesso".
Sulla storia delle magliette, il questore di Genova ha detto che è stato proprio il presidente Preziosi a dare l'autorizzazione a raccogliere le magliette e consegnarle ai tifosi, proprio come da richiesta: "Non voglio entrare in polemica - prosegue -. Di sicuro la polizia non ci ha detto di non toglierci le maglie, ieri si è usato il buon senso per evitare che accadesse qualcosa di veramente spiacevole. C'era gente in campo e sono state lanciate bombe carta. I miei pensieri? Davanti a questo spettacolo ci si sente impotenti. Si fa fatica a tranquillizzare i giocatori e a consolare i tifosi corretti. Devo riflettere se vale la pena continuare. Se ci sarà una risposta concreta, forse le mie idee cambieranno".