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di Giuliano Orlando
Concluso a Bangkok in Thailandia il World Boxing Future Cup, sotto l’egida della WB, che ha sostituito l’IBA come rappresentante del pugilato ai Giochi olimpici. Adesione oltre le attese, presenti tutti i continenti. L’Asia e l’Europa con oltre venti nazioni a testa, le Americhe, l’Africa e l’Oceania, per un totale di 82 nazioni e 455 pugili (276 maschi e 180 atlete), anche se la sproporzione di presenze tra le varie categorie, col sovraffollamento delle più piccole e la scarsità in quelle più pesanti, risulta un problema. Assenti di rilievo Irlanda, Serbia, Bulgaria, Argentina e Brasile. Non invitate Russia e Bielorussia, anche se ai Giochi Olimpici Giovanili fissati a Dakar in Senegal tra ottobre e novembre saranno presenti in altre discipline. Il bilancio finale premia come previsto Kazakystan (3-3-1), Uzbekistan 3-1-1), USA (1-1-2), Giappone (1-1-1), Ucraina (1-1-0) e Georgia (1-0-2), il sestetto capace di salire sul podio più alto. In totale 17 nazioni sul podio, dove clamorosamente sono assenti l’Inghilterra e un po’ meno l’Italia. Sotto le attese Cina, India, Thailandia e in particolare la Turchia assente assoluta nel medagliere. Il settore femminile premia gli USA (3-0-2) che coglie il tris d’oro con atlete dalle buone basi tecniche e molto forti. Nei 54 si impone Guadalupe Ruiz, votata all’attacco, costringendo l’indiana Chiron alla difesa. La Epperson (57) supera l’ucraina Petruk, spesso in affanno, stanca del successo sudato in semifinale sull’indiana Longjam,. Il terzo oro USA, arriva nei 65 kg., per merito dell’indomabile Elmore, dal grande temperamento, capace di domare l’uzbeka Mamatova partita forte, poi calata sotto l’incalzare dell’americana premiata dalla giuria. L’Uzbekistan (1-4-1) presente in finale con cinque atlete, conquista un solo oro nei 60 kg. con la Rashanabonu, vincitrice di stretta misura della francese Panizzutti (che ripete l’argento 2025 agli europei U19 a Ostrava, Rep. Ceca, battuta dall’inglese Lonsdale). Al debutto aveva superato la nostra Perna 5-0. Ci pensava l’altra transalpina Maissa Kermezian, origine armena, ha dare l’oro ai galletti nei 75 kg. superando l’uzbeka Turcunova, dopo una battaglia tosta. Le altre uzbeke battute, sono Mardonova (51), presa in velocità dall’indiana Pujari, abile negli spostamenti e rientri, che annullavano la ricerca dello scambio corto della rivale, più forte ma meno rapida. La Mamatova (65) in semifinale aveva superato di forza la ligure Zamana, classe 2009, titolare agli europei jr. 2024, mentre in finale subiva la completezza e la rapidità della Elmore (USA). Negli 80 kg. ci ha pensato la kazaka Ubaidullakyzy a dare l’ennesimo dispiacere ai cugini uzbeki, sgretolando la resistenza della Bakhtiyorova in un solo round. Nei +80 femminili, con solo quattro iscritte, a sorpresa due polinesiane in finale. Kealey Perez, nata nel 2009 a Savaiʻi, la principale delle nove isole che compongono lo stato di Samoa, staccatasi dalla Nuova Zelanda nel 1962. L'isola ha una superficie di 1.694 chilometri quadrati e nel 2006 la popolazione era di 43.142 abitanti. L’altra finalista è stata Francy Taafaki, nata a Funafuti l’atollo corallino che ospita anche la sede del governo dello stato di Tuvalu, indipendente dalla Gran Bretagna dal 1972. L’intera popolazione ammonta a 11.000 unità, la maggior parte nel villaggio di Vaiaku nell’isola di Fongafale. Dove è attivo l’unico aeroporto internazionale. La superficie è di 26 km quadrati, ed è il secondo paese al mondo meno abitato, dietro allo Stato del Vaticano e prima di S. Marino. Il fatto curioso è che entrambe risiedono a Christchurk in Nuova Zelanda, dove si sono formate pugilisticamente, sia pure in gym diversi. Le due si conoscono molto bene. Nel 2004 ai campionati jr in Nuova Zelanda, vince la Perez, guidata all’angolo dal padre Vitale. Lo scorso anno la Taafaki si prende la rivincita nelle U17. A Bangkok hanno disputato la bella, che ha sorriso alla più giovane Perez. Una sfida destinata a proseguire a lungo. Sul ring hanno dimostrato molta forza atletica, la Perez in particolare, dominando in semifinale l’uzbeka Abdukhoshimova, sulla carta la favorita della categoria. Più sbrigativa la Taafaki, che costringeva l’inconsistente vietnamita Anh Le alla resa, in due minuti. Nella sfida per l’oro, la Perez è apparsa più precisa e mobile, mentre l’avversaria impostando il match sullo scambio corto ha pagato la migliore tecnica dell’avversaria. L’unico oro inglese lo coglie Lily Bassett nei 48 kg. sulla pur abile indiana Gunjan costretta a subire la maggiore aggressività di una rivale dai polmoni a mantice.
Uzbekistan e Kazakistan hanno dominato nel settore maschile, lasciando alla concorrenza le briciole. Gli uzbeki si sono imposti nelle tre categorie più pesanti, con Bakhromkhujaev (85), Sultaboev (90) e Salikhov (+ 90), lasciando l’oro dei medi a Maksatuly che superava Rakhmatullaev. Gli altri due kazaki vincitori sono stati Zhumakhan (60) e Ashirbay (70), favorito dalla giuria contro il kyrgyso Arvaz. La Georgia puntava su Mkhetsadze, argento agli europei U19 2025 e ha avuto ragione. Non è stata una passeggiata contro l’uzbeko Taibekov, ma alla fine tre giudici lo hanno visto vincitore, uno aveva il pari, il giapponese un 30-27 irreale. Il Giappone sceso in forze a Bangkok, ha raccolto un oro nei 65 kg. con Honjo, un argento e un bronzo. Niente male. Sydorenko (50) salva l’onore dell’Ucraina e Paez (55) quello dell’USA, dopo tre round roventi ed equilibrati contro il nipponico Kitamura. Franco Federici, tecnico dei maschi, sapeva bene di avere una sola briscola nel leggero roano Daniele Fabi, allievo della Rignano Boxe alla periferia di Roma, classe 2009, reale talento, campione europeo U17 2025 in Germania, disputando ben quattro match. A Bangkok dopo due vittorie, di fronte a Sakuno, sembrava orientato al terzo successo, ma tre giudici hanno espresso parere contrario e il giapponese conquistava il bronzo, in una categoria dove si sono presentate 51 nazioni. Nei 65 il siciliano Giuseppe Cavallo, ripreso dopo un periodo di stop per motivi disciplinari, conferma di possedere forza e resistenza ma anche inesperienza, la costante di tutta la squadra. Dopo aver battuto Orazberdiyev del Turkmenistan, incrocia l’uzbeko Shokirjonov, campione asiatico youth 2025 lottando con coraggio. Mettendo a nudo limiti tecnici più che comprensibili. Francesco Zonile (55) contro Ghazwani, dell’Arabia Saudita, viene punito con l’ennesimo 3-2 a sfavore. Per amor di verità il tarantino, allievo del gym Fiore, si è fatto prendere dall’emozione, rendendo meno del previsto. Nei 50 kg. il responsabile Franco Federici porta Imad Bouraouia, allievo della Bizzarro Boxe di Marcianise per fargli fare esperienza. Vince all’esordio superando il georgiano Ayingono, ma agli ottavi l’ostacolo Uzbeko Yorkinjonov è troppo alto da scalare. Bravo a ridurre al minimo i danni, mentre l’avversario arriva al bronzo, in una categoria partita dai 32° con 41 iscritti.
Nonostante l’oro della torinese Sara Scorrano e il bronzo della genovese Amelia Zamana, il responsabile Giulio Coletta avrebbe molto da recriminare. Anche se preferisce il silenzio. Le sconfitte della trentina di Rovereto, Michela Guglielmon (48), contro l’indiana Gunjan e di Kesia Reale (57), oro agli europei U17 2025, napoletana allieva della De Novellis, opposta alla kazaka Tursyngali, bruciano parecchio, visto che il 2-3 le punisce ingiustamente. Ho visto i due incontri in diretta e confesso che le sconfitte mi hanno sconcertato. Ritenendo avessero vinto chiaramente le italiane. Tanto più che l’indiana conquista l’argento e la kazaka il bronzo. Come dargli torto. Nulla da eccepire sulla sconfitta all’esordio della lombarda Serena Scalco (54) di fronte alla coreana del Nord Gyong, apparsa troppo forte. Mentre la grossetana Rachele Perna (60) reduce dall’argento europeo U17 2025, dove venne fermata in finale dalla slovacca Karolina Kollarova, la sua bestia nera, visto che era al terzo confronto e terza sconfitta. A Bangkok non è certo stata fortunata entrando in rotta di collisione all’esordio con la francese Maely Panizzutti, penalizzata in finale contro l’uzbeka Isoeva, che tre giudici premiavano tra i fischi del pubblico. La Perna pur avendo molta esperienza, come molte italiane sono del 2009, all’esordio tra le U19. Ed eccoci alle due salite sul podio. Amelia Zamana (57) allieva di Lorenzo Di Bari a Savona, è cresciuta in fretta, tricolore jr. nel 2024, battendo in finale Rachele Perna, ma subito out agli europei U17, ha trovato nella lombarda Mira Amadori classe 2011 una rivale insuperabile. La stessa Amadori allenata dal padre, al momento non è nelle migliori condizioni, avendo collezionato quest’anno due sconfitte. La savonese a Bangkok, salta il primo turno e arriva ai quarti contro la neo zelandese Freeman, superata nettamente. Non riesce invece a battere la Mamatova, uzbeka col triplo dei match alle spalle. L’ottima impostazione della ligure non basta per tenere a bada una rivale che la sovrasta sul piano atletico. Ed eccoci alla torinese Sara Scorrano classe 2008, scoperta all’Accademia della Boxe di Torino, dai maestri Roberto Lavecchia e Michela Ritardo. Fin dai primi pugni ha fatto la differenza. Vincendo nelle varie categorie. Nel 2022 oro agli europei jr., argento l’anno dopo, nelle U17, con un verdetto bugiardo. L’anno dopo nel 2024 è oro, stritolando la concorrenza. Valeria Calabrese che per tutte le atlete presenti a Bangkok è stata la tecnica che le ha fatte crescere, un merito doveroso, anche se il riconoscimento darà fastidio a qualcuno. Non mi riferisco all’attuale responsabile Coletta, dalla lunga carriera da tecnico, che sta dimostrando di essere sulla buona strada per migliorarle ulteriormente. Dicevo di Sara, che in Thailandia ha fatto capire quanta sostanza c’è nella sua boxe. Nei 70 kg. erano iscritte solo cinque atlete, ma rappresentavano il meglio. All’esordio ha costretto la kyrgysa Asanova alla resa in meno di un round. In finale ha affrontato a muso duro la kazaka Ospanova, data vincente nei pronostici, smentiti clamorosamente. I giudici inizialmente confermavano il condizionamento psicologico, due dei quali davano avanti l’asiatica, Nel secondo cambiavano idea e nel terzo l’evidenza appariva lampante a favore dell’azzurra. Stando al regolamento dei Giochi Mondiali Giovanili, le due azzurre non prenderanno parte alla rassegna. C’è chi afferma che le due categorie non rientrano nelle Olimpiadi, altri che sono fuori età. Comunque sia questo non sposta il valore delle due e di Sara in particolare. Per la cronaca e la storia, una sola italiana ha vinto l’oro nella boxe. Il merito va a Martina La Piana, che nel 2018 a Buenos Aires, conquistò il trofeo nei 51 kg. La siciliana, nel settore giovanile fu un vero fenomeno, vincendo europei e mondiali a gogò, si è ritirata nel 2022 e oggi è mamma felice. In occasione di uno stage nel 2024, avvenuto nella Scuola di Pugilato Testudo di Alessio Taverniti a Trezzano sul Naviglio nel milanese. Valeria Calabrese che tenne lezione, presenti giovani oltre che lombardi provenienti da Piemonte, Liguria e Veneto, al termine dell’allenamento, indicandomi la Scorrano, mi disse: “Quella ragazza ha tutto per diventare una campionessa, Fisico bestiale e il giusto carattere per una combattente. Non soffre di ansia, e la serenità è una delle sue armi. Diventerà la nuova Irma Testa, anche se tecnicamente molto diverse. Meno elegante ma più concreta, oltre che decisa. Sale sul ring solo per vincere. Non ha ancora 16 anni e nella sua categoria sono in poche a poterla battere”.
Nel medagliere globale l’Italia è nona assieme a Inghilterra, Samoa. Sale al sesto posto tra le donne, grazie ai podi di Scorrano e Zamana. Nel complesso sono salite sul podio 24 nazioni su 82. La squadra aveva come team leader il colonnello Walter Borghino, vice presidente con Alberto Brasca dal 2013 al 2016, dove svolse anche il ruolo di direttore a Boxe Ring, nonostante la non eccelsa conoscenza della materia. Si distinse per polemiche di vario tipo. Dopo anni di assenza, nei quali ha confermato di avere comunque grandi ambizioni: Presidente del Panathlon Internazionale di Roma, capo sezione delle attività sportive dello Stato Maggiore Difesa, Presidente della Commissione Sport e Membro del Comitato Esecutivo del CISM. Presente nel 2008 in Cina, in occasione dei Giochi Paraolimpici, in rappresentanza dei 5 atleti del Gruppo Sportivo Paraolimpico della Difesa. Riporto quanto pubblicato su un sito: “La migliore conclusione di questo incontro, dedicato alla fratellanza globale. è siglata della foto che pubblichiamo: al fianco di Gianni Gola un generale della Repubblica Popolare Democratica (Nord) ed un ammiraglio della Repubblica di Corea (Sud). Tanti sorrisi nel nome dello Sport che tutti deve e può unire”. Dopo un decennio il presidente federale lo ha rispolverato facendolo inserire nei quadri della World Boxing. Adesso la promozione a team leader in occasione della World Boxing Futures Cup Bangkok 2026. Faccio mia la celebre frase attribuita allo storico politico romano Giulio Andreotti che affermava: "A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina". Ovvero, uscito dalla porta al termine dei Giochi di Rio 2016, potrebbe rientrare dalla finestra alle elezioni del dopo Los Angeles 2028 nel segno della continuità. Da segnalare tra le dichiarazioni del team leader riguardo al torneo, il salto di qualità compiuto dai giudici con verdetti più equi. Certamente i responsabili della nostra squadra, avranno fatto salti di gioia, ricordando di aver ricevuto un poker di 3-2 tutti a sfavore.
Giuliano Orlando