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Tutti con Cassano

Pubblicato il 2 novembre 2011 alle 14:55:22
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Il Milan ha perso Antonio Cassano forse nel migliore momento della carriera. A Roma ha giocato uno spezzone molto bello: pochi minuti, ma dedicati ai ricami. La conferma di aver acquisito la consapevolezza di essere da Milan. E la constatazione di essere diventato il Cassano ideale per Allegri: dentro la partita, con la voglia giusta, quel feeling con Ibrahimovic. La necessità di interpretare al top la stagione che porta all’Europeo. Cassano ci aveva pensato molto la scorsa estate, della serie: un ruolo da potenziale comprimario nei rossoneri oppure titolare fisso da qualche altra parte? Il tutto proprio in funzione dell’evento del 2012. Aveva scelto il Milan, ma non era diventato comprimario. Si era preso il Milan, meglio non avrebbe potuto.

Nel bel mezzo di questi discorsi, nel momento più intenso della stagione, ecco il maledetto contrattempo. Adesso è importante che Cassano stia bene, non capire quando tornerà a giocare. Anche se le due cose sono ipoteticamente collegate. Dico ipoteticamente perché puoi stare meglio, come ha detto Galliani, ma non è giusto fare previsioni. Ineccepibile la scelta del Milan di aspettare prima di esporsi, dando la precedenza ai medici che stanno curando Cassano. Malgrado qualcuno abbia cercato lo scoop – incredibile – anche in situazione di questo genere: c’è chi ha detto di aver parlato con  Berlusconi, chi ha dato una sentenza e chi un’altra. Ma non si può evitare di cadere nel ridicolo? Il comunicato di oggi è chiaro: serve un intervento, si parla di ripresa dell’attività entro quattro-sei mesi. Vedremo, adesso è molto più importante che Antonio guarisca.

A Cassano è legato uno dei miei migliori ricordi professionali: anticipai di diversi mesi il suo trasferimento dal Bari alla Roma. Conosco bene il suo manager Bozzo, che ha avuto un ruolo fondamentale in ogni passaggio della carriera di Antonio. So che Cassano andrebbe d’accordo con qualsiasi categoria di lavoratori, ma se potesse abolirebbe i giornalisti dalla faccia della terra. Un’intervista diventa un supplizio, a meno che non gliela faccia qualche amico fidato. Ma noi non vogliamo intervistarti, né tormentarti. Vorremmo soltanto augurarti di stare bene, presto andrà così.

Tutti con Cassano. E’ la giocata più bella, stavolta l’assist è nostro. E parte dal cuore.