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Non sono allenatori, piuttosto pacchi postali. Le ultime parole famose: Zamparini che stravede per Mangia, Preziosi che se la prende con i giornalisti e confessa di essere pronto a rinnovare il contratto di Malesani. Sì, magari fino all'eternità. Infatti, Mangia ha lasciato il Palermo, mentre Preziosi ha scaricato Lupo Alberto dopo la disfatta del Genoa a Napoli, chiamando - a sorpresa - Pasquale Marino. Certo, Mangia ha sfidato il presidente che (non) dorme, mangiando il panettone prima del derby di Catania. Avrebbe dovuto divorarlo dopo un'eventuale impresa al "Massimino", con soddisfazione. Ma alla vigilia di una partita così importante sarebbe stato giusto parlare di calcio e di tattica, spiegare come il Palermo avrebbe cancellato gli zero gol in trasferta. Assurdo presentarsi in sala stampa interpretando una conferenza - molto seria - come un picnic di Pasquetta. Devis capirà, avrà capito. Nel frattempo Zamparini ha mangiato... Mangia con un solo boccone.
Tra i re degli insofferenti un posto sul podio appartiene a Massimo Cellino, altro presidente che cambia allenatori come se fossero cravatte. Siamo già al terzo giro: partenza con Donadoni, benservito prima del campionato per fare spazio a Ficcadenti, tris automatico per il ritorno in pompa magna di Ballardini. Occhio perché ci si sono spifferi nei riguardi di Davide, mi auguro e gli auguro che non abbiano sviluppi. Ma cosa accadrebbe se Cellino perdesse nuovamente la pazienza? Ha due specialisti sotto contratto, Donadoni e Ficcadenti, ma si è lasciato male con entrambi, anche se con Ficcadenti ha chiarito. E quindi cosa farebbe, ne convocherebbe un quarto nella stessa stagione? Aiuto, non si capisce più un'acca, allenatori come pacchi postali.
Tra qualche anno, prepariamoci, accadrà che salteranno dopo quindici minuti della prima partitella stagionale. Al primo starnuto fatto male da un difensore... Per fortuna ci sono situazione opposte. La Roma esempio illuminante. Sapete bene che ho gradito poco l'atteggiamento iniziale di Luis Enrique: fuori dal campo, non solo dentro, sembrava fosse venuto qui per insegnare tutto. E l'ho criticato. Ma dopo la batosta di Firenze l'ho notato diverso, più umile e meno spocchioso. E dissi in trasmissione che sarebbe stato giusto dargli fiducia. La Roma sta crescendo bene, tatticamente ci sono state piccole modifiche. E la società ha avuto il merito di non mollare, malgrado una tentazione forte quando è stato sfiorato, anche ufficialmente, il discorso delle dimissioni. Una pazienza che sta pagando.
Tornando al discorso generale, ho la sensazione che la situazione non cambierà. Anzi, probabilmente peggiorerà. E gli allenatori saranno sempre più pacchi postali. Spedizione celere, senza ricevuta di ritorno. Un misero destino: poco tutelati, spesso scavalcati, quindi scaricati senza il minimo scrupolo.