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Scrivo nella notte, mi dicono che a Napoli è San Silvestro anticipato. Stanno sparando i fuochi, con la mente sono rimasti tutti al San Paolo. La resa dei milionari (del City), una lezione completa. Ai gol di Cavani mi sembrava di essere testimone dentro lo stadio: ho sentito un boato che mi stava portando via dallo studio televisivo…
Per te, per noi, per tutti. Questa per me è il senso dell’impresa. Per te, Napoli, che hai giocato una partita di lusso, la partita che tutti vorrebbero, la partita che ci consente di capire - ancora una volta - cosa sia il calcio, uno spettacolo. Per noi che dovremmo organizzare tanti tavoli (non soltanto quello invocato da Abete e Petrucci) per risolvere i mille problemi che ci assillano. Ma il messaggio lanciato da Fuorigrotta è una vittoria per tutti: ovvero che non basta andare sul mercato (vero, signor sceicco Mansour?) e collezionare figurine per pensare di aver conquistato l’Europa. Non la Champions, ma almeno uno straccio di qualificazione agli ottavi. Certo, non è finita. Ma il fatto che il Manchester City debba rincorre un improbabile miracolo nell’ultimo turno della fase a gruppi, è già una sentenza crudele per chi ha scucito assegni milionari.
Il mostro è Edinson Cavani, uno che gioca troppo e forse si stanca. Uno che avrebbe bisogno ogni tanto di rifiatare. Ma che ha riaperto la fabbrica quando gli hanno detto “dai, amico mio, c’è bisogno di te”. Ma è soprattutto la vittoria di Walter Mazzarri, un allenatore impeccabile quando parla il linguaggio del campo, quando non si perde in improbabili alibi e/o polemiche per giustificare una sconfitta o un pareggio. Mazzarri dovrebbe parlare esclusivamente il linguaggio del campo, la perfezione assoluta: questo Napoli è figlio suo. E anche se una rondine non fa l’intera stagione, stavolta possiamo dire che la suddetta rondine entrerà nel “nido” degli eventi più belli degli ultimi cinque-sei anni.
Mancini ha detto che il City non ha meritato la sconfitta. Stimo Roberto, ma stavolta ha sbagliato. Dovrebbe accettare la sentenza: il Napoli si è presentato al pathos degli ultimi minuti dopo aver bucato più di una volta il 3-1. Soprattutto Mancini deve spiegazioni a Mansour: ha tenuto pacchi di milioni in panchina, da Aguero a Nasri, prima di sganciarli come mosse della disperazione. Perché?
Ma questi sono problemi del Mancio, sperando che Mansour capisca, Intanto, il Napoli l’ha preso e l’ha “spiezzato” in due. Gli altri discorsi sono carta straccia.