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Sono diventati l’ultima ruota del carro. Dispiace dirlo, ma è la strana, incontestabile, realtà. Stiamo parlando degli allenatori italiani, segnalati sul vagone in fondo, il meno ospitale. Certo, loro spesso ci mettono il resto, ovvero poca dignità. Certo, molto dipende dalla scarsa autorevolezza (o competenza?) di alcuni dirigenti. Però, la parola decisiva spesso è degli allenatori. E se accettano dopo aver verificato di essere la seconda o addirittura la quinta scelta, non possono sorprendersi se poi vengono scaricati alla prima fermata. Se si accontentano di un ingaggio di 70-80 mila euro, non devono scandalizzarsi se il presidente – reduce da due sconfitte e due pareggi – si pente e decide di cambiare.
Gian Piero Gasperini è l’esempio emblematico. Ha accettato l’Inter davvero come ultima ruota del carro: Moratti aveva cercato in ordine sparso Guardiola, Bielsa, Capello e Mihajlovic. Domanda: avrebbe dovuto rifiutare l’Inter? Certo che no, ma si sarebbe dovuto cautelare. E soprattutto avrebbe dovuto evitare di andare in rotta di collisione con qualche pezzo da novanta. Perché poi Gasp ha pensato di fare di testa sua. Con i campioni non puoi permetterti di aggiungere l’arroganza, rischi di trovarteli contro. Infatti.
Lunga vita a gente come Rossi, De Canio e Ballardini che prima di mettere una firma vuole capire come e perché. E che non si lascia tentare o ingolosire da un contratto faraonico: se tu hai fatto tanta gavetta meriti di ripartire da una situazione che sintetizzi bene i risultati ottenuti. Non puoi stare sempre impantanato nelle sabbie mobili.
Di sicuro contano parecchio le società. Il Vicenza non ce l’ha: un presidente inadeguato (Cassingena), operatori di mercato (Cristallini e Schwoch) che viaggiano a tentoni, pura improvvisazione. Hanno esonerato Baldini, decisione giusta per diversi motivi, ma prima di scegliere la nuova guida hanno fatto il giro di mille palazzi. E hanno chiamato Gigi Cagni come terza scelta, svolta che dovrebbe far riflettere il diretto interessato, un professionista che ha accettato pur sapendo di essere quasi una disperata ciambella di salvataggio. Più coerente Iachini che ha detto no. Indifendibile il Varese per come ha lasciato da solo Carbone, ma quest’ultimo si è fatto coinvolgere dall’entusiasmo del debutto in serie B, ignorando il resto. Ammirevole Pecchia per come resiste agli spifferi e alle mille tentazioni del Gubbio di far saltare in fretta la panchina.
Allenatori sull’ultimo vagone. Qualche volta, purtroppo, senza dignità.